Epidemia EBOLA.

Epidemia Ebola: registrati 40 casi in Italia, Roma e Milano attrezzate

Ebola

 E’ mistero sui circa quaranta ipotetici casi di Ebola registrati nella nostra Nazione. Il virus, diffuso soprattutto nel Continente africano – i casi “ufficiali” sono stati registrati in Senegal, Mali e Ghana – potrebbe essere arrivato il Italia “grazie” al massiccio esododi immigrati sulle nostre coste. Un primo “campanello” d’ allarme era stato lanciato da Lampedusa. Secondo una notizia comparsa in rete (e subito rimossa per motivi di “sicurezza nazionale”) infatti, lo scorso 16 aprile sarebbe stato registrato un episodio epidemico sull’ isola, mai confermato, nè smentito dal nostro Ministero della Salute.Un nuovo “SOS” circa la propagazione del virus dell’ Ebola nel Bel Paese viene, questa volta, dalla Toscana. Mezzo di diffusione della notizia choc è sempre la rete: blog, social network, siti dedicati hanno evidenziato il “curioso caso di San Rossore”, centro di accoglienza sito a Pisa, chiuso al pubblico a causa della presenza, all’ interno di esso, di quaranta cittadini extracomunitari che presenterebbero degli strani sintomi. Sandra Capuzzi, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Pisa, avrebbe liquidato gli allarmismi dei suoi concittadini, classificando le condizioni di salute dei profughi presenti nella struttura in questi termini: “Hanno solo un pò di febbre, causata dalle stressanti condizioni di viaggio alle quali i ragazzi sono stati sottoposti”. Sarà davvero così?Fa eco al fiducioso commento della Capuzzi quello del Presidente della Croce Rossa Italiana di Pisa,Antonio Cerrai.Sul profilo Facebook dell’ Assessore di Pisa, Cerrai ha così commentato le voci circa una possibile diffusione dell’ Ebola nella città toscana: “All’ ignoranza si risponde con la conoscenza”, è stato il secco “incipit” delle dichiarazioni rilasciate dal Presidente CRI pisano, che ha spiegato come, nel remoto caso di pericolo di diffusione dell’ Ebola in Italia, le navi della Marina Italiana preposte allo sbarco dei profughi sulle nostre coste non permetterebbero a nessun passeggero a bordo di abbandonare le imbarcazioni.La paura, intanto, resta. I quaranta possibili portatori del virus dell’ Ebola sono stati sottoposti a tutti gli accertamenti previsti in situazioni ad alto rischio. La popolazione italiana, tuttavia, non avverte il clima di rassicurazione che le alte e sottoposte cariche istituzionali cercano di trasmettere attraverso vari canali di informazione, ufficiali e non. La tensione aumenta, nonostante il Ministero della Salute ha fatto sapere che, nel remoto caso di un contagio, Roma e Milano sarebbero pronte a fronteggiare l’ epidemia.La prima comparsa dell’ Ebola risale al 1976, nella Repubblica Democratica del Congo. Attualmente, gli esperti hanno isolato quattro ceppi del virus, tre dei quali si sono rivelati letali per l’ uomo. La malattia può essere trasmessa all’ essere umano tramite contagio animale, e può diffondersi successivamente attraverso il contatto con fluidi corporei e sangue infetti. I sintomi dell’ Ebola sono abbastanza comuni e non facilmente riconoscibili, a parte la febbre emorragica, che rappresenta una sorta di “stadio finale” del virus. L’ Ebola, inizialmente, può manifestarsi con febbre semplice, vomito, diarrea, malessere generale. In attesa di una smentita ufficiale da parte del Ministero della Sanità, l’ allarme Ebola nel nostro Paese resta alto.