Cozze & Lampascioni… Quelli si che hanno un anima e personalità..

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Vi rivelo una teoria esoterica sulle COZZE  che viene sussurrata nelle tavole  del Sud  e nei mercatini  ittici  per cenni illusivi anche a Roma. La Cozza è  sensitiva  e percepisce  se  la ami  e ne diffidi e si regola  di conseguenza. Nuoce agli ostili  e delizia gli affinipunisce il reato  di cozzafobia con diarrea  plurima  e aggravata .La teoria  è sorretta  sempre  da un esempio :lui ,lo sciupacozze ,ne ha mangiate  un centinaio  e sta benone ,invece  l’avventizio ne mangiò  impaurito una sola e passò una notte e un giorno in bagno. Il test-verità  è ingerire  la cozza nuda  e cruda, consentita  solo ai residenti; ai forestieri  si addice  quella cotta  e vestita, di gratino  o di spaghetti .nemmeno i medici  osano  confutare  questa teoria  dottrina ittico-mistica ma s’inchinano  al verdetto  della Tradizione .Sarà   un pregiudizio  etnicogastronomico ,ma la legge  della cozza è inesorabile: Come i cani, pure la cozza  azzanna  chi si mostra timoroso e ostile . La teoria  ha anche4  una versione  terricola e si applica  al LAMPACIONE, uno rozzo cipollone  d’altri tempi, amaro  e indigesto  per gli allogeni e gustoso  per gli iniziati  e gli habituè. Prima  di mangiarlo ,è bene  seguire  un corso  di psicologia  del lampascione  per prenderlo dal verso giusto .Se entri  in confidenza ,il lampascione  s’intenerisce  e non fa male ;così  la cozza,  se famigliarizzi ,lei si apre  con te e ti  dà  il suo frutto. Chiedete  l’amicizia  alla cozza  o al lampascione  per accedere a loro. Prima  di Aprile  i loro gusci, aprite il vostro animo alle cozze.