Poesie patriote italiane

Luigi Mercantini (Ripatransone, Ascoli Piceno 1821 – Palermo 1872) poeta e patriota fu attivamente impegnato nei moti risorgimentali e scrisse liriche patriottiche di facile intonazione e popolareggiante. Ricordiamo la celebre Spigolatrice di Sapri (1857), sulla spedizione di C. Pisacane

(Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!
Me ne andavo un mattino a spigolare
quando ho visto una barca in mezzo al mare:
era una barca che andava a vapore,
e alzava una bandiera tricolore.)

e la Canzone Italiana conosciuta anche come Inno di Garibaldi musicata da A. Olivieri (1859)

(Si scopron le tombe, si levano i morti
i martiri nostri son tutti risorti!
Le spade nel pugno, gli allori alle chiome,
la fiamma ed il nome d’Italia nel cor:
corriamo, corriamo! Sù, giovani schiere,
sù al vento per tutto le nostre bandiere
Sù tutti col ferro, sù tutti col foco,
sù tutti col nome d’Italia nel cor.)

Le sue opere sono raccolte nei sui Canti pubblicati usciti nel 1864, e in versione completa, postumi, nel 1885.

Goffredo Mameli (Genova 1827 – Roma 1849) mazziniano combattè alle cinque giornate di Milano e nel ’49 con Garibaldi alla difesa di Roma. La raccolta delle sue poesie, pubblicata postuma nel 1850 contiene i suoi componimenti patriottici come Fratelli d’Italia (1847) divenuto nel 1946 il nostro inno nazionale.

(Fratelli d’Italia
L’Italia s’è desta,
Dell’elmo di Scipio
S’è cinta la testa.
Dov’è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.)

Altrettanto celebre negli anni risorgimentali fu l’Inno militare musicato da Giuseppe Verdi (1848)

(Suona la tromba, ondeggiano
Le insegne gialle e nere
Fuoco, per Dio, sui barbari,
Sulle vendute schiere.
Già ferve la battaglia,
Al Dio dei forti osanna:
Le baionette in canna!)

Giovanni Berchet (Milano 1783 – Torino 1851) membro attivo delle sette segrete dopo il 1821 dovette riparare in Francia, Inghilerra e Belgio dove compose le sue opere più famose. Rientrato in Italia nel 1846 si stabilì dapprima in Toscana poi a Milano ed infine a Torino.
Tra le sue opere risorgimentali ricordiamo I Profughi di Parga in cui rievoca i cittadini della città albanese esuli dopo che gli inglesi, nel 1819 la cedettero ai Turchi.

(Chi è quel greco che guarda e sospira,
là seduto nel basso del lido?
par che fissi rimpetto a Corcira
qualche terra lontana nel mar.)

Le Romanze ispirate alla triste condizione Italiana asservita allo straniero.

(Sotto i pioppi della Dora
Dove l’onda è più romita,
Ogni dì, su l’ultim’ora,
S’ode un suono di dolor. ?
È Clarina, a cui la vita
Rodon l’ansie dell’amor.)

Le Fantasie, cinque romanze, che rievocano in sogno i gloriosi momenti del medioevo quando i Comuni lottavano per la Libertà contro l’imperatore.

(Per entro i fitti popoli;
Lungo i deserti calli;
Sul monte aspro di gieli;
Nelle inverdite valli;
Infra le nebbie assidue;
Sotto gli azzurri cieli;
Dove che venga, l’Esule
Sempre ha la patria in cor.)

Giacomo Leopardi (Recanati, Macerata, 1798 – Napoli 1837) maturò tra il 1816 e il 1818 una adesione al movimento romantico che in quegli anni suscitava scalpore e polemiche. Di quegli
anni ricordiamo due componimenti poetici.
All’Italia

(O patria mia, vedo le mura e gli archi
E le colonne e i simulacri e l’erme
Torri degli avi nostri,
Ma la gloria non vedo,
Non vedo il lauro e il ferro ond’eran carchi
I nostri padri antichi.)
e Sopra il monumento di Dante considerato in quegli anni ispiratore della lotta politica, e considerato “profeta del Risorgimento”4.

(Perchè le nostre genti
Pace sotto le bianche ali raccolga,
Non fien da’ lacci sciolte
Dell’antico sopor l’itale menti
S’ai patrii esempi della prisca etade
Questa terra fatal non si rivolga.)

Ugo Foscolo (Zante 1778 – Turnham Green, Londra 1827) scrittore aperto alle nuove idee libertarie e repubblicane che provenivano d’oltralpe. Nel carme Dei sepolcri egli intende eternare i valori umani civili di fronte alla devastazione del tempo.

(All’ombra de’ cipressi e dentro l’urne
confortate di pianto è forse il sonno
della morte men duro? Ove piú il Sole
per me alla terra non fecondi questa
bella d’erbe famiglia e d’animali,
e quando vaghe di lusinghe innanzi
a me non danzeran l’ore future,
né da te, dolce amico, udrò piú il verso
e la mesta armonia che lo governa,
né piú nel cor mi parlerà lo spirto
delle vergini Muse e dell’amore,
unico spirto a mia vita raminga,
qual fia ristoro a’ dí perduti un sasso
che distingua le mie dalle infinite
ossa che in terra e in mar semina morte?9

Alessandro Manzoni (Milano 1785-1873) scrittore considerato il principale rappresentante del romanticismo letterario movimento in cui è forte la sensibilità per i concetti di popolo e nazione. E’ l’autore dell’ode Marzo 1821 composta nell’attesa di un intervento dell’esercito Sabaudo durante i moti del 1821 (ma pubblicato solo nel 1848) e nella speranza di essere liberati dal giogo straniero.

(Soffermati sull’arida sponda
Vòlti i guardi al varcato Ticino,
Tutti assorti nel novo destino,
Certi in cor dell?antica virtù,
Han giurato: non fia che quest’onda
Scorra più tra due rive straniere;
Non fia loco ove sorgan barriere
Tra l’Italia e l’Italia, mai più!)