Di Albert Camus

imagesNH2LVFE5Quando poggio la mia mano sul corpo di un’altra donna, tutto il rimpianto della tua carne mi sale alle labbra.E quando qualcuna si appoggia alla mia spalla, l’ucciderei senza concederle un sorriso per punirla di avere tentato d’imitare una tenerezza che non appartiene ad altri che a te.

 

 

Poesia di Albert Camus – Premio Nobel per la letteratura nel 1957

Mia cara,

nel bel mezzo dell’odio

ho scoperto che vi era in me

un invincibile amore.

Nel bel mezzo delle lacrime

ho scoperto che vi era in me

un invincibile sorriso.

Nel bel mezzo del caos

ho scoperto che vi era in me

un’ invincibile tranquillità.

Ho compreso, infine,

che nel bel mezzo dell’inverno,

ho scoperto che vi era in me

un’invincibile estate.

E che ciò mi rende felice.

Perché afferma che non importa

quanto duramente il mondo

vada contro di me,

in me c’è qualcosa di più forte,

qualcosa di migliore

che mi spinge subito indietro.

(Albert Camus)

Poesia di Giulia Romaniello . “SCRIVI”

SCRIVI
Scrivi dove ti capita se ne hai l’ispirazione:
su pezzi di giornale,
sui tovaglioli del bar,
su di un muro rovinato,
su fogli di un quaderno stropicciato,
sul vetro con un dito infreddolito,
sul mobile impolverato,
con lo sguardo nel cielo con il sole appena nato,
sulle onde del mare agitato,
sulla sabbia con un bastoncino appena trovato,
sulla pelle con inchiostro delicato,
sulla terra con un chiodo mai usato,
nel cuore di chi ti vuole…
scrivi e niente verrà cancellato
da chi sa leggere verrà compreso.
Giulia Romaniello

Tutti da Re Giorgio..

images4SXLNL1JREGIORGIO I°imagesSFPDYDVBStato-Mafia:40 tra Pm e avvocati al Quirinale  .Hanno fatto una scampagnata “fori Porta”. Chi pagherà  il trasferimento in massa di questa gente ,o almeno dei magistrati ?? Sempre Pantalone ??!!!

Assalto al Colle:

images4C7PNXYM

“La tristissima FINE  di Re Giorgio I “

untitled

OCCHIO…

imagesC3AXOQAE  SIAMO “PELATI” BEN 4 VOLTE. 

Dal GOVERNO, con le sue leggi pellegrine a “loro personam”.

Dal FISCO, con le sue mani troppo lunghe o poco cuore..

Dai MALFATTORI di ogni tipo e nazionalità, dentro le nostre case e fuori.

Da tutti FALSI POVERI e VENDITORI che sono dappertutto , perfino  sotto dal tuo portone  e quando ci si deve fermare agli incroci con la vettura.

QUANDO TERMINERA’ TUTTO QUESTO  ?  images2V3TEQ1QQUANDO CI RIPRENDEREMO LA NOSTRA PATRIA E LA NOSTRA DIGNITA’ DI UOMINI  LIBERI   ITALIANI , NON PIU’ SOTTTO AL GIOCO TEDESCO E CON UN GOVERNO CHE PENSI ALLA PROPRIA NAZIONE , NON A FARSI BELLO  FUORI I NOSTRI CONFINI ORMAI SPALANGATI A TUTTA  LA FECCIA STRANIERA.. CHE CI VUOLE SOPPRIMERE E RENDERCI SCHIAVI PIU’ DELL’UNIONE EUROPEA …

 

 

Abbiamo tenuto in seno delle serpi velenose.

esdae49539_islamici-a-milanoioslam2 esdae Fanatici e crudeli  i figli degli immigrati  in  Occidente.Sono stati salvati,nutriti,curati,fatti studiare ,trovato un lavoro forse più dignitoso dei figli degli italiani e ora  ci vorrebbero tutti massacrare  per farne dell’Italia un Califfato Jihadista.

Questi  Jihadisti ,fanatici e crudeli, arroganti e distruttivi, figli degli IMMIGRATI CHE ABBIAMO ACCOLTO DA TUTTI I PAESI AFRICANI.  Ora più di prima gli andiamo a prendere con le nostre navi della Marina Militare ,fin sotto le loro case… fino alla loro pensione di vecchiaia.Tutti questi GIOVANI INGRADI  mettono  in pericolo  la stabilità  del vicino oriente  sognando  un  IMPOSSIBILE RITORNO AL PASSATO. Sognando un CALIFFATO ,questi …. sperano  soltanto  con i coltelli  e il terrore  di DISTRUGGERE un sistema di vita  che invece  dovrebbero amare o almeno non odiare.

imagesZPH1KD7F

Poesia di anonimo cinese.

imagesV91XC7NX

Poesia di Anonimo cinese
Se fossi…

Se fossi il bocciolo di un fiore
vorrei al più presto sbocciare:
smagliante di viva bellezza,
la terra vorrei profumare.
Se fossi un uccello dell’aria,
volando nel cielo profondo, 
vorrei che echeggiasse il mio canto
in lode perenne del mondo.
Se fossi una stella del cielo
vorrei di mia luce irradiare
la notte, sul mondo che dorme, 
guidando le navi sul mare.

 

 

Poetessa Cubana.

Lucía Muñoz

Lucía Muñoz, nata a Bayamo nel 1953, è poetessa e giornalista, ha pubblicato Amarte sin saber el día (1982), Hacia otra dimensión (1985), Pongo de este lado los sueños (1989).
Le poesie qui tradotte sono tratte dalla sua raccolta più recente, Únicos Paraísos (Unión, L’Avana 1996).

images5QVUWDD0Parabola
Una città non è poi così grande
se il cuore la può contenere.
In fin dei conti
non è debole il mio petto
se ospita
città e amici.
Non è poca cosa
il mio umile cuore.
imagesU21KE27MUn pochino d’acqua
Nel cavo della tua mano
giaccio,
dolcemente accoccolata
fuggendo dal vento della notte,
da tutti i rumori del mondo,
che mi fanno male,
per essere sempre
questo pochino d’acqua nella tua mano,
e spegnere eternamente la tua sete.
imagesZ1G26LXQAnche il gatto è un bisogno
Anche il gatto
è un bisogno di compagnia
antico come l’uomo,
un desiderio di rompere il silenzio
mentre pulisci il pesce
o versi
latte fresco sulla tavola,
ma tiene più compagnia il suo sguardo
quanto ti ferisce la notte piovigginosa,
tutti gli altri dormono,
e tu hai fatto una chiamata urgente
per dire che non verrai.