La luna dietro le sbarre – Sabato 28 Maggio (Le vesti degli antichi Romani + Le sparate giornaliere di Francesco)

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Da Aprile  2016.

Ci siamo  messi agli

“ARRESTI VIRTUALI “

(Ammirando la luna dietro le sbarre) 

Aspettando la caduta del governo per scrivere nuovamente ,con libertà  e democrazia.

1622176_529864030461594_614054410_n-247x3001Ricordando a Renzi, che dimentica  sempre che nessuno  del Popolo Sovrano  lo ha mai votato.12963756_10156861590720327_1482506907237938923_n

All’infuori di Napoletano che le ha consegnato la chiave di Palazzo Chigi con  l’Italia e di Mattarella che ancora non lo sfratta da quel Palazzo..

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finestra-1-1Chi lotta per la libertà e la giustizia sociale,può anche perdere.Basta che lo fa con dignità  e coraggio (G.S.).censura-1

ANEDDOTO:

Sul nudo corpo ,proprio come non in camicia ,i Romani portavano la tunica ,”veste di lana bianca” ,senza maniche,che scendeva  fino al ginocchio.Era questa la veste di casa e da lavoro.D’inverno però “portavano  più tuniche”, pur tenendo quasi sempre  nude le braccia  e le gambe. Una larga striscia  di porpora posta davanti ,sul petto,distingueva  la tunica  dell’ordine senatorio  da quella dell’ordine  equestre,che pure si adornava  di una più sottile  mostreggiatura  di porpora. Quando i costumi  divennero più molli ,alla Tunica ,che si portava  a fior di pelle ,si aggiunsero  le maniche  e la si prolungò  fino al malleolo.Allora molti Romani  usarono  avvolgersi  le gambe  e il petto  con fasce di lana  o di tela  a seconda della stagione.Nel  lavorare  e nei viaggi  stringevano la Tunica  alla vita  con una Cintura ,che le donne  doviziose  adornavano  di ricami e frange d’oro.Sopra la Tunica ,quando uscivano di casa ,indossavano la Toga .Era questa  di “lana  bianca,ampia e magnifica” .Nel vestirla ,dopo averla   adattata  in belle pieghe  longitudinali  davanti ,se ne gettava  un lembo  sulla spalla  sinistra  in modo  che  avvolgendo  la schiena ,poteva passare  sotto l’ascella destra  e ricadere  in ricca foggia  sulla spalla sinistra.

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 La Toga,”vero abito  nazionale,era permessa  solo all’uomo libero”,”vietata ai forestieri e agli schiavi” .La Toga  dei fanciulli  “era orlata di porpora”  “Pretesta” , e solo  a 17 anni, quando entravano  nel novero di “cittadini” ,la deponevano  per indossare  la “Bianca”,segno di virilità.Questa  Toga vestivano i Supremi  Magistrati,come i Consoli, i Pretori ,gli Edili.La Toga da “Lutto” “Pulla” ,forse perché intessuta  di “Lana Bigia” : quella del Trionfatore   era “Purpurea” a ricami d’oro  (toga dipinta), e “Rossa”  quella degli Imperatori .

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I Soldati  sopra la Tunica portavano,invece della Toga ,il “Sago”,specie di Mantello  che si cingeva  alla vita. Comunissimi erano  la “Penula”,la “Lacerna”,la “Lena” e la “Sintesi”.La Penula era usata da tutti i cittadini ,quando volevano ripararsi dalla “Pioggia”  e dal “Freddo”,non era un lungo Mantello  chiuso,di Panno  ed anche di Cuoio ,che copriva tutta la persona,comprese le braccia. La Lacerna,era un Mantello  aperto  davanti  e si chiudeva  con una Fibbia, “era bianco e colorato”.Spesso al pari della  Penula ,era fornita  di un Cappuccio  che si poteva tirare  sul capo  ed abbassare.La Lena, pare che fosse  una Cappa molto  larga  che si metteva  nelle processioni e nelle Feste religiose;la sintesi era una Sopravveste che si usava  nei Banchetti, invece  della Toga. 

triclinioIn Testa i Romani  non  portavano nulla ;soltanto usavano  qualche volta coprirsi  con un Lembo di Toga,o col Cappuccio della Penula o della Lacerna.In certe Solennità  però portavano  il “Pileo” ,Berretto di lana  e nei viaggi un “Petasmo”, cappello piatto rotondo  e tese così grandi  che coprivano tutta la persona. I Sacerdoti  usavano  un Berretto  a Cono detto “Galero”.

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Bergoglio: Che divario  con Wojtyva e Ratzinger. Questo Papa Francesco, Gesuita  e Argentino.Perde sempre  l’occasione  di un intelligente  silenzio……

Invece  le spara sempre  più grosse quasi tutti i giorni,incongruenti  e poco sensate.

Il  rimpianto  per Giovanni Paolo II° e per Papa Ratzinger si fa ogni  giorno  più accorato  per tutti noi.

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