La luna dietro le sbarre – T E R R E M O TO “SECONDO GIORNO” (non mettiamo foto)

finestra-1-1censura-1031543Chi lotta per la libertà e la giustizia sociale,può anche perdere. Basta che lo fa con dignità e coraggio.(G.S.)10214711081474498_10201230127338539_706459307_n-300x1791012445872

297677_4427143239381_45526368_nBuonaEstate72282_10200457183535427_1378130075_n-300x203RE SOLA OK OK OK22 Dicembre 2014-2°Anno dell’Era Renziana. 

Renzi:Basta con  le parole.Vogliamo i fatti .I  fatti sono che ancora alle ore 22 di ieri ancora le tende non erano tutte montate e moltissima gente ha dormito all’aperto sotto le stelle.   Perché non  avete adoperato i ELICOTTEROOOOELICOTTERO3“grossi elicotteri dell’Esercito” (così non  si intasavano le strade) per caricarle  materiale,tende e uomini dell’esercito per montare le tende che  sono espertissimi a montarle in poco tempo. Si è visto montare le tende da volontari, molti inesperti ma volenterosi di rendersi utili , in certi casi ci vuole molta esperienza . Anche i nostri Volontari dell’Associazione  , ieri all’alba, hanno lasciato le proprie famiglie ancora nei posti  di vacanze e si sono diretti  ad Amatrice,Pescara del Tronto ,ad Accumuli e Arquata.Per mettersi a disposizione  di chi scavava anche con le mani. Purtroppo i morti sono saliti a 247 e non sarà finita li.

È stata estratta viva dalle macerie a quasi 17 ore dal terremoto una bambina di 10 anni a Pescara del Tronto. Secondo le prime informazioni, sarebbe in discrete condizioni di salute mentre la sorella della piccola non ce l’avrebbe fatta. Tutto questo mentre poco distante si continuava a scavare alla ricerca di altre persone, due bambine e la nonna, sepolte sotto un’abitazione vicina implosa dopo la violenta scossa. Ma, purtroppo, in questo caso non c’è nessuna notizia positiva da raccontare: bimbe e nonna sono state estratte dalle macerie ma morte. A una storia a lieto fine se ne aggiungono, costantemente, tante negative e tragiche.

Morto il bimbo che aveva chiesto aiuto

È stata una corsa contro il tempo anche ad Amatrice per cercare sotto le macerie un bambino di 11 anni: «L’hanno sentito chiamare aiuto», aveva detto uno speleologo che ha partecipato ai soccorsi. Ma alla fine il corpicino del bambino poco dopo le 20 è stato recuperato ma senza vita. Nella stessa zona del centro in mattinata erano stati estratti quattro cadaveri e due ragazze ancora vive. In un silenzio quasi assoluto continuano le ricerche con l’ausilio anche dei cani «molecolari». Secondo alcune testimonianze il bambino avrebbe anche mandato un sms con il cellulare al padre ma su questa circostanza non ci sono conferme. Già da diverse ore, però, non si registravano più segnali dal bambino.

I bambini del terremoto

C’è chi è sopravvissuto, come Samuele e Leone – fratellini di 4 e 6 anni – estratti vivi a Pescara del Tronto salvati dalla nonna che li ha fatti accucciare sotto il letto appena la terra ha iniziato a tremare: ma sono tante le piccole vittime, dagli otto mesi a pochi anni, del terremoto che ha devastato questa notte il Centro Italia, corpicini esanimi tirati fuori da sotto le travi in un silenzio surreale. Ma al momento è complesso avere un bilancio chiaro e definitivo del sisma, le informazioni sono spesso frammentarie e in continuo aggiornamento mentre si continua a scavare senza sosta, anche a mani nude.

La tragedia dell’intera famiglia

Ma ai momenti di gioia, per il recupero dei sopravvissuti, si alterna la speranza di trovare dispersi in vita e la tristezza e la disperazione per chi non ce l’ha fatta. Ad Accumoli un’intera famiglia è sta cancellata. Segnalata la presenza dai cani, i soccorritori scavano e recuperano un bambino di 8 mesi che però muore sull’ambulanza. Trascorsi pochi minuti vengono estratti anche il padre e la madre del piccolo trovati abbracciati e senza vita. Le ultime speranze di trovare vivo il secondo fratellino di 8 anni, svaniscono quando anche il suo corpo viene estratto dalle macerie di quel che rimane della loro casa. Vivevano in un edificio accanto alla chiesa, la cui canonica è crollata completamente.

Stava dormendo nel suo lettino nella casa delle vacanze ad Arquata del Tronto, quando il terremoto ha sbriciolato l’abitazione. Marisol Piermarini aveva solo 18 mesi ed era in vacanza con i genitori. La mamma Martina Turco era scampata al terremoto dell’Aquila, la sua città. Dopo la terribile esperienza del 2009 aveva deciso di trasferirsi ad Ascoli. Ora il terremoto le ha strappato la figlioletta. Martina è ricoverata all’ospedale regionale Torrette di Ancona, dove è stata sottoposta a esami diagnostici approfonditi per scongiurare gravi conseguenze per essere rimasta a lungo sepolta sotto le macerie. Il compagno Massimiliano è all’ospedale Mazzoni di Ascoli per le ferite riportate in varie parti del corpo, ma non è in pericolo di vita. Intanto un un’altra stanza del nosocomio si trova il corpicino di Marisol vegliato dei familiari, sconvolti per la perdita. Tra loro c’è anche il nonno ascolano Massimo Piermarini: è stato lui la notte scorsa tra i primi a raggiungere l’abitazione di Arquata. «Non volevano farmi passare perché era tutto pericolante – ha raccontato tra la disperazione – ma io ho detto che non me ne importava niente, che dovevo andare a cercarli: purtroppo per la bambina non c’è stato nulla da fare».

I gemellini di 6 anni

Ad Amatrice il tragico destino colpisce anche due gemellini di 6 anni: Simone è stato recuperato vivo ma versa in gravissime condizioni mentre, pochi minuti dopo, il fratellino è stato estratto senza vita. Nella piccola frazione di Pescara del Tronto, distrutta dal sisma, morti anche due bambini romani. Un uomo, invece, si è lanciato dalla finestra con la figlia per salvarsi e, fortunatamente, entrambi stanno bene e sono riusciti a lasciare la frazione. Non ce l’ha fatta, invece, un piccolo di 4 anni di Amatrice, deceduto in ospedale ad Ascoli Piceno. Mentre due fratelli di 14 e 12 anni sono morti sempre nello stesso pesino. È stato estratto senza vita anche il corpo del padre, Ezio Tulli di 42 anni, assistente capo della polizia stradale in servizio ad Aprilia. Illesa, invece, la mamma anche lei poliziotta. Anche questa famiglia si trovava in vacanza nel paesino della provincia di Rieti.E si continua a scavare. Sono spesso i testimoni e i vicini di casa sopravvissuti a dare le indicazioni ai soccorritori. «Qui, proprio qui c’erano sei persone di Rieti ma originarie di amatrice. Erano qui per vacanza. Sarebbero partiti la possa settimana. C’erano due bambine di circa 12-14 anni, i genitori e i nonni. Le ragazzine sono state le uniche a salvarsi. Hanno perso genitori e nonni materni», ha raccontato una testimone, Giuseppina Campesi, residente ad Amatrice. Nel piccolo Comune si cercano segni di vita sotto le case anche con apparecchi che captano flebili segnali che possano riaccendere la speranza.

Un  grazie a questi uomini  e donne ,volontari e in divisa che, hanno scavato anche con le mani per salvare vite umane , in special modo i bambini.Un grazie anche a chi da ieri sta facendo la fila per donare il sangue  in quasi tutti gli ospedali e chi sta cominciando a fare collette per i terremotati.. Al governo, a tutta la classe politica  di : “Parlare poco davanti alle telecamere e sui giornali e fare “tanto” e “subito”  ,di non  aver la mente corta per questi nostri sfortunati fratelli italiani.