La luna dietro le sbarre – “ITALIA PORTI APERTI PER AFRICANI E ROMA CITTA’ APERTA PER TUTTI,MENO CHE PER GLI ITALIANI E TURISTI.BASTANO IL PIENO DEGLI GLI AFRICANI.EPPURE NO C’e’ NESSUN POLITICO, SALVO SALVINI CHE PARLI DEGLI AFRICANI.IL “M5S” CHE SEGUE LE DIRETTIVE “PD” ANNUISCE O GIRA LA TESTA DALL’ALTRA PARTE .MA NON SI SENTONO MAI CHE PARLANO DI INVASIONE AFRICANA,BRUTTISSIMO SEGNO QUESTO…SE UN GIORNO VOGLIONO VINCERE LA POLTRONA DI RENZI..”

finestra-1-1censura-1031543Chi lotta per la libertà e la giustizia sociale,può anche perdere. Basta che lo fa con dignità e coraggio.(G.S.)

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bench-leaves-autumn-bird-natureAutunno 21-9 / 20-12

Vi ricordiamo che tutti noi, dal 28 Aprile 2016.

Ci siamo messi agli “Arresti Virtuali” .

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22Dicembre2014

2°Anno dell’Era Renziana. 

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Del Popolo.Dal Popolo.Per il Popolo

Per una Vita mauritaniaSenza SCHIAVITU’

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1643060Povera Roma forestiera….

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ALFANO IMPONE ALTRI CENTRI PROFUGHI  DA CONTENERE 8.000 PROFUGHI AFRICANI SIA A ROMA CHE IN  PROVINCIA.

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«Questo è il PACCO DONO  che ci regala e manda Renzi e Alfano,per le feste Natalizie 2016-2017.Pacco che non possiamo rifiutare… Oppure scendendo tutti UNITI  in Piazza…….. »

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Zona Aurelia: nel più assoluto silenzio delle istituzioni che governano il territorio, a Roma, nasce l’ennesima location per l’accoglienza dei migranti e dei richiedenti asilo.“Abbiamo scoperto che, nel più assoluto silenzio delle istituzioni che governano il territorio, a Roma, sta nascendo l’ennesima location per l’accoglienza dei migranti e dei richiedenti asilo”.E’ quanto denunciano Fabrizio Santori e Marco Giovagnorio – rispettivamente consigliere regionale e capogruppo del Municipio XIII di Fratelli d’Italia – in una nota,Il nuovo centro di accoglienza sorge sull’Aurelia, al confine tra XII e XIII Municipio, presso l’hotel “Il Gelsomino”. I due rappresentati di FdI hanno verificato personalmente la presenza dei migranti all’interno della struttura documentando – con alcuni scatti – la condizione di degrado in cui versa la facciata esterna dell’immobile dai cui davanzali spiccano una schiera di indumenti e coperte lasciati ad asciugare.Secondo quanto raccontato da Santori e Giovagnorio, l’hotel “accoglierà un numero indefinito di migranti senza che la popolazione residente sia stata avvisata e senza uno straccio di comunicazione ufficiale da parte del Municipio al territorio”. Ad allertare i due rappresentanti sarebbero stati alcuni residenti quando, da un giorno all’altro, la presenza di gruppetti di stranieri a piede libero nel quartiere è inspiegabilmente cresciuta.Lo schema usato per aggirare il dissenso dei residenti dell’Aurelia e le reazioni dell’opposizione cittadina sembra ricalcare perfettamente quello già “testato” in via Bernando Ramazzini – sempre a Roma – dove, all’insaputa dei residenti di Monteverde e del Municipio, è stata allestita una “hub di accoglienza temporanea” che, dallo scorso giugno, non è ancora stata smobilitata ed anzi: è arrivata ad ospitare più del doppio dei migranti per cui era stata concepita.“Anche in quel caso – attaccano gli esponenti FdI – si è tenuta nascosta la sua istituzione, addirittura in un primo momento c’è stato il goffo tentativo di negarne l’esistenza. Poi però i cittadini hanno dovuto fare i conti con tutti i disagi che la corposa presenza di immigrati ha comportato, con degrado, molestie e aggressioni”.Adesso il timore è che, anche sull’Aurelia, crescano i disagi per residenti. In tal caso, gli esponenti FdI puntano il dito non solo contro Alfano e la Prefettura di Roma che “stanno riempiendo Roma di immigrati” ma anche contro “i presidenti del Movimento 5 Stelle dei Municipi XII e XIII e la sindaca Virginia Raggi che, colpevolmente e nel più totale silenzio, stanno subendo queste scelte senza informare la popolazione”.

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Centotre milioni di euro per accogliere 8.074 rifugiati africani  Solo a Roma e provincia.

Il nuovo bando della Prefettura della Capitale, pubblicato il 23 novembre, divide la città metropolitana in sei maxi aree, che dovranno ospitare i richiedenti protezione internazionale dal primo gennaio al 31 dicembre 2017. Un terzo dei profughi verrà ospitato nella città di Roma, gli altri due terzi nei comuni della provincia. Molti di questi immigrati sono già presenti in strutture che li ospitano e quindi verranno “rinnovati”, molti altri sono i profughi che stanno sbarcando o sono già sbarcati sulle coste italiane. Il tetto degli 8.074 migranti, infatti, è fissato anche «tenendo conto delle attuali presenze sul territorio». Non a caso, l’appalto della Prefettura, spiega quale è la situazione attuale: «In considerazione del perdurante straordinario afflusso di cittadini stranieri che interessa l’intero territorio nazionale, la Prefettura di Roma ha indetto con determina, a contrarre una procedura aperta (…) per l’affidamento del servizio di accoglienza in strutture temporanee di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale». Le parole chiave sono «perdurante», «straordinario» e «afflusso». Un’emergenza che, quindi, non accenna a placarsi.È bene specificare che si tratta soltanto del servizio gestito dalla Prefettura per l’accoglienza nelle strutture temporanee. A questi posti, per i quali è stata pubblicata la gara europea tre giorni fa, si devono aggiungere quelli del sistema Sprar, gestito dai sin- goli Comuni, e i posti dei vari Cara (Centro accoglienza richiedenti asilo) come quello di Castelnuovo di Porto. Il prezzo massimo giornaliero per ogni migrante che verrà pagato alle singole strutture che vinceranno il bando è di 35 euro (Iva esclusa). Come detto, la gara della Prefettura divide l’area metropolitana della Capitale in sei lotti. I primi tre lotti riguardano i quindici municipi della città di Roma. Gli altri tre le zone Nord (comprensiva di Fiumicino), Est (da Tivoli a Guidonia fino a Subiaco) e Sud (Castelli Romani e litorale). Vengono esclusi solo cinque comuni. I “graziati” sono Ariccia, Ciampino, Castelnuovo di Porto, Gerano e Licenza.I criteri per l’assegnazione dei posti seguono il numero della popolazione. Il numero massimo dei richiedenti asilo che possono essere accolti per ciascun comune o municipio è fissato in questo modo: fino a 3.000 abitanti potranno corrispondere massimo 100 rifugiati, da 3.000 a 10.000 abitanti massimo 200 profughi, oltre i 10.000 abitanti massimo 400 migranti. Roma dovrà accogliere 2.412 immigrati, il resto della provincia 5.662. Per quanto riguarda la Capitale, i municipi che dovranno ospitare più migranti sono il IV, V, VI, VII, VIII e IX. In pratica, il quadrante est della città (compresi Eur e Garbatella) che da sempre deve fare i conti con il maggior numero di profughi, i quali, dopo essere accolti e mantenuti, spesso finiscono in palazzi occupati e gestiti dai centri sociali. Come accade nei quartieri Casilino, Prenestino o Tiburtino. Qui dovranno essere ospitati 1.158 richiedenti asilo. Seguono i Municipi X, XI e XII (Ostia, Magliana-Portuense e Aurelio) che dovranno fare i conti con altri 995 richiedenti asilo.

Dove non andranno gli africani come a CAPALBIO.Dentro al VATICANO,nelle zone dove ci sono  VIP  come il Quartiere dei PARIOLI ed’altri di gente avvinchiata  ai Politici di Sinistra…. 

Questa zona di Roma già oggi vede la presenza sul proprio territorio del grande centro-tendopoli per rifugiati di via Ramazzini gestito dalla Croce Rossa. Se la cava più a “buon mercato” il centro storico, Prati e Roma Nord che accoglieranno solo 259 migranti. Il budget stimato dalla Prefettura per la Capitale è di 30,8 milioni di euro. Per il resto della provincia è di 72,3 milioni.Le strutture che vorranno “aggiudicarsi” la propria fetta di immigrati e i fondi messi a disposizione, sono obbligate a fornire alcuni «servizi minimi garantiti». Sono nove: le strutture residenziali dovranno rispettare i requisti previsti dalle normative vigenti, dovranno fornire ma mediazione linguistico-culturale, l’accoglienza degli ospiti, l’orientamento e l’accesso al servizio del territorio, la formazione e riqualificazione professionale, l’orientamento e accompagnamento all’inserimento lavorativo, abitativo e sociale, l’assistenza giuridico legale, l’assistenza psico-socio-sanitaria e l’aggiornamento della banca dati relativa alle generalità degli ospiti. Per non parlare di pasti di loro gradimento, vestiti, diaria, schede telefoniche e sigarette. (E le donne ??? Anche quelle ce le fate pagà a noi itajani ?? O dovemo fornì le donne della famjia ??)