L’OLIGARCHIA

 

L’oligarchia (dal greco oligoi (ὀλίγοι) = pochi e archè (ἀρχή) = potere, comando; cioè “governo di poche persone”) è un sistema di governo in cui il potere è detenuto da un gruppo ristretto di persone.Il termine oligarchia (a differenza di “monarchia“, democrazia“, ecc.) non indica una specifica forma di stato o di governo o un insieme di istituzioni, ma soltanto che il potere è detenuto da un gruppo ristretto tendenzialmente chiuso, omogeneo, coeso e stabile, che lo esercita nel proprio interesse. In questo senso può essere usato anche al di fuori della politica, e si può parlare ad esempio di oligarchie economiche, finanziarie, burocratiche, militari, ecc. Oggi sono quasi scomparse le forme di governo in cui si accede al potere per nascita (cioè le aristocrazie in senso proprio); i componenti del gruppo oligarchico sono invece legati tra loro da vincoli di altro tipo: di interesse, di appartenenza a un determinato corpo di pubblici ufficiali (militari, funzionari) o a un gruppo politico come un movimento rivoluzionario o di liberazione nazionale.Nel pensiero politico classico:Oligarchia significa “governo di pochi”, ma nell’antica Grecia il termine spesso indicava in modo più specifico il “governo dei ricchi”: lo si ritrova usato in questo senso sia da Platone nella Repubblica (550c) sia da Aristotele nella Politica (1290b).Nella classificazione delle forme di governo formulata da Aristotele nella Politica (governo di uno/di pochi/di tutti), l’oligarchia e l’aristocrazia sono le due forme che può assumere il governo di pochi. Mentre l’aristocrazia (il governo dei migliori) è la forma pura del governo di pochi, l’oligarchia ne è la forma corrotta. L’oligarchia è una forma di governo cattiva, non perché antidemocratica, ma perché quei pochi esercitano il potere indebitamente, o in quanto non ne hanno il diritto o in quanto lo fanno violando le leggi o, infine, in quanto lo esercitano favorendo gli interessi particolaristici a scapito di quelli della comunità. Se, invece, i pochi che esercitano il potere lo fanno in maniera legittima e in vista dell’interesse generale, allora il loro governo è un’aristocrazia, naturalmente nell’accezione greca in cui a governare sono gli aristoi, i migliori. Secondo Aristotele l’oligarchia è dunque la degenerazione dell’aristocrazia. Il termine oligarchia conteneva quindi una valutazione negativa che ha mantenuto a lungo anche in seguito.Esempi nell’antica Grecia:Ad Atene del V secolo a.C. vi furono il governo oligarchico dei Quattrocento nel 411 a.C. ed il regime dei Trenta tiranni del 404 a.C. Governi oligarchici furono presenti anche in altre città, come Sparta o Tebe.Nel pensiero politico moderno:Il concetto di oligarchia è stato ripreso in età moderna dalle teorie delle élites formulate da studiosi come Gaetano MoscaVilfredo Pareto e Robert Michels. Secondo queste teorie, ogni governo è sempre un governo di pochi. Ciò non significa che tutti i governi siano uguali, ma soltanto che i governanti sono sempre, numericamente, una minoranza. Mosca e Pareto non usarono il termine oligarchia, ma espressioni come “classe politica”, “minoranza governante”, “aristocrazia”, “classe eletta”. Michels invece lo usò nei suoi studi sull’organizzazione dei partiti politici e giunse a formulare la cosiddetta “legge ferrea dell’oligarchia“, secondo cui in un partito politico, e più in generale in ogni grande organizzazione, il potere inevitabilmente si concentra nelle mani di un gruppo ristretto.Come conseguenza del successo di queste teorie, il termine oligarchia è entrato largamente nel linguaggio della scienza politica, e ha in gran parte perduto la sua connotazione negativa, assumendone una più neutra e descrittiva.Nella tradizione del pensiero occidentale si è conservato a lungo, dall’antichità al Medioevo, il concetto che un governo di pochi non è cattivo in sé ma solo in quanto i pochi governino male. Nell’età moderna invece si è progressivamente affermata la concezione democratica e, con essa, la tesi che un governo di pochi è, in quanto tale, un cattivo governo: un governo buono è quello in cui è la maggioranza (i più) che governa. In realtà, anche in un governo democratico il potere è esercitato da un gruppo ristretto; ma nelle democrazie il gruppo che governa è scelto e legittimato per mezzo di elezioni, esiste un’opposizione che potrebbe sostituirlo, e sono garantite le libertà politiche per la generalità dei cittadini.

LIBERTA’ DI PENSIERO

LIBERTA’ DI PENSIERO

Il problema della libertà di pensiero e di espressione, affrontato nei tempi e nelle condizioni più diverse, come dai redattori della Dichiarazione di Indipendenza americana e della Costituzione italiana, ha sempre dato la stessa risposta: si tratta di un diritto essenziale e inalienabile. “L’informazione è un diritto fondamentale dell’uomo ed è  la pietra di paragone di tutte le libertà” dichiara la Risoluzione n. 59 del 14 dicembre 1946 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.L’art. 2 della nostra Costituzione sancisce che: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità”.  Tra questi diritti vi è la “LIBERTA’ DI PENSIERO”,D’ESPRESSIONE  E D’INFORMAZIONE” richiamate come uno dei pilastri della democrazia dagli art. 9 e 10 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e dagli art. 18 e 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, recepiti dal nostro sistema normativo grazie anche alla norma di inglobamento dell’art. 10 che recita: “L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute”. Soprattutto la libertà di espressione del pensiero è garantita dall’art. 21 della nostra Costituzione là dove afferma che: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. La libertà di espressione e l’eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge in riferimento a questa libertà,  è compromessa dall’immunità parlamentare, istituto il cui fine è di permettere ai parlamentari di agire e dire in piena libertà e indipendenza nella loro funzione politica al riparo da pressioni esterne.  Specificamente l’articolo 68 della Costituzione, modificato dalla legge costituzionale 29 ottobre 1993 n. 3, disciplina nella prima parte l’insindacabilità dei membri del Parlamento per le opinioni espresse e i voti dati nell’esercizio delle loro funzioni (primo comma)Di fatto questa norma discrimina cittadini che esprimono le loro idee, soggetti a incriminazione in caso di diffamazione,  e cittadini parlamentari i quali, invece, possono impunemente  “diffamare” in nome della funzione politica  svolta. Ciò malgrado i parlamentari  siano rappresentanti del popolo e, quindi, virtuali paradigma di comportamento etico ineccepibile, essendo invece portatori di prerogative diversificanti, in nome delle quali possono usare espressioni che per i cittadini comuni portano alla diffamazione e alla pena e per i parlamentari no.Se quella prerogativa parlamentare dev’esserci, come c’è, il principio di eguaglianza impone che ogni cittadino possa esprimere il proprio pensiero ed eventualmente “stigmatizzare in maniera virulenta” chi agisca in chiave politica, senza incorrere nelle maglie della legge penale.  In tale prospettiva appare il problema di fondo  della concezione della Politica.   Da tempo nel linguaggio è invalso l’uso di dare il titolo di “politico” solo in relazione a coloro che si dedicano all’attività di partito e di governo. Siamo molto lontani da quanto intendeva Aristotele quando definiva la Politica  la scienza e l’arte di organizzare la Polis o la Città, ovvero in modo che i suoi abitanti possano vivere felici, cioè nella soddisfazione delle proprie esigenze, e da quanto intendeva Montesquieu quando  introdusse la distinzione tra “Potere Legislativo, Potere Esecutivo e Potere Giudiziario”, motivando che “può dirsi libera quella costituzione in cui nessun governante possa abusare del potere a lui confidato. L’unica garanzia contro tale abuso è che il potere arresti il potere, cioè la divisione dei poteri, e che tali poteri fondamentali possano essere affidati a mani diverse in modo che ciascuno di essi possa impedire all’altro di esorbitare dai suoi limiti convertendosi in abuso dispotico”.Tra i poteri in grado di controllare i detentori della res pubblica e denunziare qualunque stortura, devianza, strumentalizzazione, per far sì che essa in trasparenza sia retta da persone integerrime, c’è in primis il Terzo Potere, la Magistratura, cui spetta non solo un compito di conservazione dello status quo ma di critica dinamica al sistema per renderlo eguale e realmente democratico, con metodi rigorosamente legittimi.

     

Alla magistratura si affiancano il Quarto Potere, la Stampa, il Quinto Potere, la Televisione, e, ultimo arrivato, il Sesto Potere, “l’INTERNET” dove a chiunque è concesso di accedere per manifestare con grande libertà il proprio pensiero e la propria critica.

Bene tutti questi poteri alternativi hanno il diritto ma soprattutto il dovere morale e sociale di stigmatizzare il Potere Politico che contravvenga ai suoi doveri di tutela della cosa pubblica, essendo ciò contenuto nell’art. 3 della Cost. che al 2° co. recita: “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

     L’art. 68 della Costituzione crea disuguaglianza tra i cittadini quanto alla libera espressione del pensiero,  la sua permanenza, alla luce degli articoli 2, 21 Cost., non può non risolversi in un’incostituzionalità della normativa penale sulla diffamazione a mezzo stampa che crea una disparità di trattamento tra privati e soggetti pubblici con prerogative parlamentari, trattati questi ultimi diversamente quanto alla loro capacità di esprimersi, criticare, attaccare  l’altrui reputazione senza incorrere nella legge penale. Ciò in contrasto irrefrenabile con l’art. 3, 1° comma della Costituzione che recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

      In definitiva le libertà globalizzate di pensiero, di parola, d’informazione e di espressione appaiono più che mai principi fondamentali su cui, nella costituzionalizzazione di fatto delle norme,  si deve provare a ricostruire un nuovo mondo di realmente liberi ed eguali di fronte alla legge, eliminando le prerogative  oggi esistenti o meglio estendendole ai cittadini comuni. Necessità imperante  oggi più che mai nell’era di Internet che ha ampliato le frontiere di espressione e pubblicazione delle proprie idee a tutti i cittadini che non possono essere discriminati rispetto ai politici che sono i loro stessi rappresentanti.  Ciò affinché la comunicazione politica su cui l’esercizio della democrazia si basa, sia plurale ed efficace, in grado di coinvolgere la cittadinanza e di renderla partecipe al sistema di governo in maniera davvero cooperante,    solidale, egualitaria, com’è proprio del concetto antico di politica, cioè di dimensione in cui ogni uomo partecipa alla vita dell’urbe in pari condizioni con tutti gli altri.

     

In via generale, quindi, al cittadino, che è politico in ogni sua azione, dovrebbe essere concesso di esprimere le proprie opinioni sulla res pubblica senza incorrere nella legge penale.

      Nello specifico al cittadino dovrebbe essere consentito di attaccare verbalmente o con scritti il politico così come fa il politico col cittadino o con un altro politico, quando entrambe le categorie agiscano in virtù di un’azione politica strictu sensu, ovvero di denunzia sociale di un comportamento commissivo o omissivo  ritenuto criminale, illecito, immorale, etc., tale da ingenerare effetti negativi per lo Stato. Ciò sia che quel comportamento afferisca alla sfera pubblica sia che attenga a quella privata, quando si tratti di fatti di rilevante interesse pubblico, concernenti la collettività e il diritto supremo di questa ad essere informata Tale discorso è in linea anche con l’intervento delle Sezioni Unite della Cassazione (16 ottobre 2001/37140) con cui si è dato amplissimo spazio al diritto di cronaca qualora sussista un interesse pubblico alla conoscenza della notizia poiché, in tal caso, “la situazione giuridica del giornalista si sposta sempre più verso la sua polarità passiva: a fronte di fatti massimamente rilevanti la cronaca diviene sempre meno potere del giornalista e sempre più suo dovere, sempre meno un semplice interesse del cittadino e sempre più un suo diritto di natura pubblicistica” .–

 

LA LIBERTA’ & L’INFORMAZIONE

“L’INFORMAZIONE:

NON E’ LA NOTIZIA ,MA IL MODO DI COMUNICARLA NON IL FATTO,MA IL MODO  PRESENTARLO. E L’INFORMAZIONE  PUO’ ESSERE  PIU’ O MENO  OBBIETTIVA MAI NEUTRA…..”LE NOTIZIE E I FATTI  HANNO  GIA’ DI PERSE’ STESSI UNA FORTE VALENZA “POLITICA E DI INCIUCIO” LA LORO COMUNICAZIONE PASSANO ATTRAVERSO  IL “FILTRO DELLE NOSTRE  IDEE,DELLA NOSTRA PARTECIPAZIONE,DELLA NOSTRA  ONESTA’ “.«LA LIBERTA’ DELL’INFORMAZIONE  E’ DATA DALLA PLURALITA’ DELLE FONTI. NON BISOGNA CONFONDERE LA “LIBERTA’”  CON “L’OBIETTIVITA’ “. L’INFORMAZIONE DEVE ESSERE  “LIBERA”,ED E’ LIBERA  QUANDO  DIVERSE  SONO LE IDEE E LE VOCI  CHE LE DANNO CORPO ,SENZA AVER PAURA DI FARLE VOLARE DENTRO A TUTE LE ORECCHIE  DELLA GENTE CON CORAGGIO,CAPARBIETA’  . QUANDO SONO INDIPENDENTI CON L’ANIMA,IL CUORE E IL CERVELLO DI ESPRIMERSI  SENZA PELI SULLA LINGUA. NON ESISTE L’EQUIVALENZA “INFORMAZIONE-VERITA’ ” » “LA LIBERTA’ DELL’INFORMAZIONE”  ,APPARENTEMENTE IN ITALIA CIASCUNO PUO’ DIRE  E SCRIVERE  QUELLO CHE VUOLE .LA “REALTA’”  E’ BEN “DIVERSA”  E LA “LIBERTA’  DI INFORMAZIONE E’ FORTISSIMAMENTE A RISCHIO”.NON E SOLTANTO UN PROBLEMA DI “CENSURA” CHE ANCORA ESISTE  FORTEMENTE (SE PUR VIETATA ESISTE ECCOME…)TRAMITE CONSIGLI E SBARRAMENTI DI TUTTI I TIPI,MA CHI E’ SORDO AI CONSIGLI .LO SBATTONO IN GALERA PER FARLE ACQUISTARE L’UDITO  E UNA  NUOVA FAVELLA E SCRITTURA….  COME SI PUO’ NOTARE E’ UN PROBLEMA  DI EQUILIBRI ,DI VISIBILITA’  DI CAPACITA’ ECONOMICA E POLITICA, NON CHE’ DI CASTA ,E DIFUSIBILITA’ . IN ITALIA  IL “GIORNALISMO LIBERO  E INDIPENDENTE  E’ “ORMAI DI NICCHIA”.QUASI “ALLA CARBONARA,SPECIALMENTE PER CHI HA SCRIVE SU  UN BLOG”. NON PUOI ESSERE “LIBERO” SE DEVI  RISPONDERE AL TUO EDITORE E NON PUOI ESSERE LIBERO SOTTO LA SCURE  DELL’ASSOCIAZIONE DELLA STAMPA ITALIANA (CHE COSI’ FORTE E CORPORATIVA  E  POLITICIZZATA  SOLTANTO IN ITALIA).NON  PUOI ESSERE INDIPENDENTE SE NON  HAI  LA LIBERTA’ ECONOMICA E POLITICA. LA  LIBERTA’  DI INFORMAZIONE  RESTA SOLO  UN “DIRITTO FORMALMENTE TUTELATO” (COME  RECITA LA COSTITUZIONE DICENDO   CHE IL POPOLO ITALIANO E’ UN “POPOLO SOVRANO”:DI CHE !! DI PAGARE SOLTANTO LE TASSE  E ABBASSARE LA TESTA DICENDO SISSIGNORE…E NON DECIDERE MAI NULLA ??) E DI FATTO MOLTO COMPROMESSO. «SIAMO ANCORA  UNA DEMOCRAZIA DITTATORIALE , CON UNA STRUTTURA  POLITICA  E DI CASTA CHE AUMENTA DI GIORNO IN GIORNO.PRETTAMENTE MEDIOEVALE  DI VASSALLI,VALVASSORI,VALVASSINI.TENUTI SU A LATTE & MIELE,E TASCHE PIENE  DI SOLDONI  DAI POVERI SCHIAVI LAVORATORI,CHE NON HANNO NE UN  SANTO IN  PARADISO E NON SONO AMICI DEGLI AMICI DI PICONE…..IL TUTTO COMANDATI  DA DUE CAPI SUPREMI,UNO AL COLLE E L’ALTRO A PALAZZO CHIGI E UNA CASTA MEDIOCRE DENTRO AI PALAZZI DEL POTERE.E IL NOSTRO PARLAMENTO ESPRESSIONE DEL POPOLO SOVRANO ONESTO??? BHO!!! E UN CLERO D’ACCOMPAGNAMENTO CHE FA IL BELLO E CATTIVO TEMPO  ANCHE FUORI DAL CUPPOLONE. METTENDO LINGUA  E MANI ANCHE NELLA NOSTRA NAZIONE ,DOVE NON ABBIAMO  TANTI SOLDONI,GRANDI MURAGLIONI E GUARDIE SVIZZERE…»

libertàLA LIBERTA’: parliamone prima  che la cosa  divenga sovversiva dato che la Libertà  di dire e di scrivere  quello  che pensiamo  è un bene  troppo  prezioso  per non suscitare gelosia  del destino… Viviamo in un mondo  in cui  tutto è perpetuamente  minacciato  da qualcosa.Penso  che sia stato  sempre  così ,ma mai  come  oggi  lo è  stato  in modo  così tangibile.Di anno in anno,l’individuo  è chiamato  a fare  fronte, Perché ? Perché la massa  vuole  che egli  scompaia.Perché? Perché  la massa vuole  che egli scompaia.Perché? ?  Perché  egli rappresenta  una forma di Libertà  che già in svariati ambiti non ha più corso ,e perché  egli rifiuta  di agglomerati alla massa.Egli segue  il consiglio di Polonio  dà a suo figlio ,intende  rimanere  fedele  a se stesso .Niente  da fare  con uno  così   testardo.E la massa  gli passerà  sopra  con la  discrezione  di un rullo  compressore.Ogni uomo è unico .Un uomo  che scompare  si porta  via con sé  un mondo  che non era stato  mai  visto  come l’aveva  visto  lui  e che  come lì ha  visto  lui  non si ritroverà  mai.E qui  che andrebbe richiamata  alla memoria  in termini  semplici  quella verità  fondamentale  di cui il nostro  secolo  non vuole sapere nulla ,e cioè  che non ci sono mai  state due anime  in ogni punto  e perfettamente  simili  tra loro. Ogni anima  viene  salvata come se fosse  sola al mondo. «Ecco cosa  conferisce  all’essere  più insignificante  tra noi un valore  singolare.Nessuno è insignificante  e la morte di un uomo ,chiunque  egli sia,è sempre  un avvenimento  degno di nota. “Giorno dopo giorno,assistiamo,qui o là,sulla  superficie del globo,l’annientamento  di colui che è solo se stesso e nessun altro”.»10291364_10202080505077451_6632514224555783633_n-720x480

E la  privazione della Libertà  rientrava  in questo lento processo,dato che questo era  o è  il mezzo  più sicuro  per instaurare  l’essere, per umiliarlo  al fine di colpirlo  nella sua anima ,ciò  che egli  ha di unico  e di singolare.

«Guai a chi è solo» L’assorbimento dell’uno da parte del numero  sta scritto  nei programmi  dell’avvenire. Tra i più indocili  degli individui,va posto lo scrittore, il narratore,la memoria del mondo e degli uomini.Il quale per  protestare  ha soltanto “la Penna e la Voce” e qualche volta anche la propria Persona….Ma non è il caso  di compiangerlo troppo  non ce niente di più raro  della “Vocazione al Martirio”«E visto che parliamo di Libertà al singolare mi chiedo  se sia stata mai  all’uomo ,come vede succedere  al giorno d’oggi ,più ampia facoltà di dire proprio  ciò che pensa  a proposito di tutti  gli argomenti possibili. Dov’é il limite .Se certamente non si sfiora ne con le parole,scritti e sguardi,il Capo Supremo ,quello del Palazzo più bello  e sorvegliato..del Potere unico e indiscutibile. E la sua deleteria nullità della sua corte slinguazzante  del “SignorsiSignore..” Pur stando in  democrazia   ossequiosa e lasciva….Si può parlare ,ma non in profondità di vero pensiero libertario» .«In tutti i Paesi le Leggi e le Costituzioni. Hanno tante belle parole per il Popolo.Ma poche e vere, per quello che servono a tenerlo buono o incatenato ai loro voleri» L’uomo  è fatto  in modo  che, disponendo della propria Libertà .Non sa servirsene del tutto.Si direbbe  che essa  gli si presenti come una proposta ambigua,seducente  e malefica insieme. Allora sente il bisogno di “fissare i limiti”per rassicurare se stesso e non offrire  il mignolo al maligno di turno…Erige pazienti  parapetti  e la realtà ai propri divieti .Il famoso “fin  dove si può arrivare”sembra  avere allargato  le sue frontiere .In realtà nessuno si spinge “troppo oltre”. .Perché i Puzzoni sono in guardia… e soltanto un Popolo in coro può dire la vera verità a voce alta ,ma occorre essere granitici  e battersi a testa bassa….e pugni chiusi .Per arrivare a dire la Vera Verità che cambierebbe il Mondo..

LA NATURA DELLA RIVOLUZIONE.

999638_10201214868037066_1406823308_nQuando un movimento rivoluzionario entra in azione ,il periodo costruttivo  coincide  con la fase dell’entusiasmo  creativo. Qui ,in effetti ,c’è il movimento  del cambiamento costruttivo ,prima che il potere  sia preso  da una minoranza  di perfezionisti  e di utopisti  e prima che la stanchezza  sopravvenga ;in altre parole  prima  che il movimento rivoluzionario ,come ogni altro movimento ,giunga al suo  logico approdo :la stanchezza .E  se lo sforzo  perdura  tanto a lungo ,la stanchezza  diventa mortale. Il movimento creativo di una rivoluzione  è ancora forte quando ,dopo l’iniziale  slancio  e la liberazione psicologica ,l’appeal emotivo  e l’eccitazione  delle moltitudini ,più precisamente  di quei settori  della società che prendono parte  attiva  alla crisi  scendendo nelle strade, non giungono al quel punto  dove la violenza  e la distruzione  diventano l’unica domanda diffusa, l’unico  modo  per soddisfare  il bisogno collettivo ,profondamente radicato nella struttura  psichica ,di aggressione. Già la Rivoluzione Francese ghigliot e i Motti dell’inizio del XIX  Secolo  ci offrono  una non comune  intelligenza  della natura  sociologica  e psicologica  delle rivoluzioni. Penetranti  commenti  furono fatti  da storici italiani e da scrittori  che furono ,testimoni  di crisi rivoluzionarie. Essi erano  dei rivoluzionari che speravano che l’energia sociale esplosa durante tali crisi sarebbe stata usata  in modo costruttivo nell’interesse  del popolo  e non  dell’interesse di nuove classi dominanti. Fra questi vanno ricordati Cuoco e Ferrari .Cuoco scrivendo  della Rivoluzione Francese, osserva: 〈〈Questo è il corso di tutte le rivoluzioni il popolo si ribella ,ma non sa dove deve fermarsi.  Esso corre verso gli estremi ,non sapendo che la risposta giusta è nel mezzo… Tutti gli umani sentimenti vengono indeboliti  e giungono persino ad estinguersi  quando si corre agli estremi. “COSI’ L’UOMO NEL SUO TENTATIVO DI ESSERE LIBERO  GIUNGERE AD ESSERE STANCO DELLA LIBERTA'”〉〉.Perciò la  reintegrazione e la ricostruzione di una società deve essere compiuta prima  che tutte le istituzioni crollino, altrimenti si deve ricorrere  alla coercizione sistematica. Inoltre il movimento deve essere arrestato, se può essere effettivamente  arrestato, quando ancora è controllabile, vale a dire  prima della totale  disintegrazione.: A questo si deve aggiungere  che la ricostruzione della società  deve essere compiuta  sulla base  della tradizione. Ciò può suonare come un paradosso ,visto che ciò  che da una rivoluzione  tutti si attendono  è una nuova società ; ma di fatto  non lo è .Il perfezionista  esige  la distruzione totale  e il totale rinnovamento. Ma la società umana ,specialmente quelle altamente  sviluppate ,si fondono sulla Continuità. Per fare grandi centri di conoscenza  spesso sono accorsi secoli. Ogni generazione costruisce  il futuro scegliendo  certe istituzioni ,certe capacità tecniche e certe conoscenze ,che costituiscono  le tradizione , e abbandonando  ciò che è disfunzionale, ciò che non può  in alcun modo  funzionare o ciò che è diverso ,o che  era  sin dall’inizio distruttivo. Un sistema sociale abbraccia  un certo numero di sottosistemi  ed è strutturato  da  istituzioni. Quando attraverso un processo rivoluzionario  una parte delle istituzioni sono eliminate  o distrutte, le altre istituzioni ,devono essere preservate  e mantenute in funzione ,altrimenti l’intera  struttura  sociale crolla. Se una parte dell’istituzioni  sono entrate in crisi ,la società  può funzionare  solo nella misura  in cui le altre istituzioni  sopravvivono e soddisfano i bisogni  quotidiani. imagesX2YTXTTAL’abolizione della schiavitù benché  non sia stata la sola causa della guerra di secessione, ha prodotto  e una guerra civile e una rivoluzione sociale. Ma, mentre l’ordine sociale fu, a causa dell’abolizione  della schiavitù ,profondamente modificato, le istituzioni politiche del governo nazionale, continueranno  a funzionare con efficacia. L’esperienza passata  suggerisce  anche che la ricostruzione  di una società  nelle ultime   fasi del terrore  e della stanchezza ,mentre la disorganizzazione  è molto avanzata , è sempre legata  al passato  e alla tradizione .Infatti ,la leadership rivoluzionaria adotta certe istituzioni  che sono considerate efficaci  ed utili  e che continuano ad essere operativi  anche nella nuova  situazione. Ancora: l’ultima e più importante  opera di Tocqueville sulla Rivoluzione Francese si conclude  che le seguenti parole 〈〈la centralizzazione  amministrativa  era una istituzione dall’antico regime  e non,  come spesso si pensa ,la creazione della Rivoluzione  o del periodo  napoleonico〉〉.Analogicamente l’istituzione  del soviet ,che ha dato il nome all’URSS ,fu introdotta ,in pieno regime zarista ,dalla  Commissione  Shidlorsj. Lo scopo  era quello di isolare  i partiti politici creando  comitati  di rappresentanti  eletti direttamente dai lavoratori .Ogni fabbrica  di un centinaio  di lavoratori doveva eleggere un rappresentante.. E la polizia zarista  incoraggiò le elezioni .Successivamente  l’istituzione  fu riformata  dall’azione  di un Leader menscevico: G.S. Khrustalev-Nosat. I soviet  introdotti durante  la Rivoluzione  del 1905  riapparvero nel 1917 come una notevole forza politica . Per lo sviluppo della società umana ,per lo meno per le nostre società ,è necessario   che si realizzi  una combinazione  di mutamento  e continuità .Il mutamento  senza continuità  è distruttivo, poiché  spinge la società verso forme primitive di esistenza  ed impone il dominio coercitivo  di un’oligarchia  in grado di impossessarsi   del potere. La continuità  senza mutamento  sociale  in una società   moderna ,caratterizzata   dal rapido sviluppo della scienza  e della tecnica ,è difficilmente possibile .Di conseguenza ,il miglioramento delle condizioni della vita umana  in un’epoca  in cui milioni di individui  tuttora  soffrono  la miseria,  in cui la guerra non è ancora sparita dagli schemi degli uomini ,non è realizzabile  senza una sostanziale  mutamento sociale  〈questo sostanziale mutamento sta avvenendo con l’aumento  dei nuovi poveri ,che prima vivevano discretamente e  dall’invasione africana , il menefreghismo dell’U.E. che  le passiamo un  abbondante “pizzo”, senza  ottenere nessun vantaggio economico, sociale e culturale e un domani sicuro per i nostri figli e nipoti〉. Assenza di mutamento  significa  stagnazione  e declino imminente.. Per questo mutamento e continuità  sono essenziali per assicurare  un certo livello  di stabilità  e di sviluppo ,senza i quali nessun progresso  effettivo  è possibile. Questi due principi  devono essere  considerati orientativi  anche in una situazione  risolutoria. Il culto della violenza  di massa  e della distruzione  è un ‘inizio  di regresso esso indica  un improvviso ritorno alla barbarie. Lo sviluppo  della nostra civiltà  è stato caratterizzato  dal rispetto dell’individuo  cui è stato assicurato una sfera 〈〈privata〉〉 di decisione, comportamento e scelta . Il ritorno alla violenza nella politica interna ,alla violenza di massa come mezzo di controllo sociale  significa “dispotismo”, quale  che  sia  cui si richiamano  i “managers” della paura  e del terrore.(tasse esorbitanti scuoia persone che, schiacciano il cittadino .Che  da  paura , terrore, qualche volta morte..).〈〈Rivoluzione totale〉〉 significa 〈〈Potere totale〉〉, e potere totale , a sua volta  ,significa dominio  tramite  la paura e la coercizione  sistematica, distruzione dei diritti  dell’individuo da parte  dell’Elite  dominante . 〈〈〈Il progresso sociale  e intellettuale  dell’uomo  non è una necessità  storica. Al contrario è sempre il risultato  dell’attività creativa  dell’uomo  stesso, dei suoi sforzi ,delle sue lotte e delle sue  anticipazioni .Il progresso è un  principio  guida  e una speranza ;pertanto  esso è un compito  aperto, infinito, mai realizzabile  compiutamente  che esige  continui  sforzi e,  nello  stesso tempo, rispetto  per l’individuo  e la sua libertà.〉〉〉

images2T0J95HR

( da :Sociologia delle rivoluzioni-L.Pelicani)

IL CONCETTO DI “POPULISMO”

Citazione

Populismo

Il populismo (dallinglese populism, derivato da populist tramite traduzione del russo народничество: narodničestvo) instaura “una relazione diretta, non tradizionale, tra le masse e il leader, che porta a quest’ultimo sia la fedeltà delle prime, sia il loro sostegno attivo nella sua ricerca del potere, e questo in funzione della capacità carismatica del leader di mobilitare la speranza e la fiducia delle masse nella rapida realizzazione delle loro aspettative sociali nel caso in cui egli acquisti un potere sufficiente”.Il populismo può essere sia democratico e costituzionale,sia autoritario: in una società di massa, esso nega o svaluta il ruolo della classe dirigente,esaltando in modo demagogico e velleitario il popolo,sulla base di principi e programmi generalmente socialeggianti

Definizione.La parola populismo può avere numerosi campi di applicazione ed è stata usata anche per indicare movimenti artistici e letterari, dove ha contraddistinto la tendenza a idealizzare il mondo popolare come detentore di valori positivi; ma il suo ambito principale rimane quello della politica.In questi ultimi anni l’uso che i politici e i mass media fanno del termine “populismo” si è significativamente diffuso e viene usato in un’accezione denigratoria di soggetti politici che, criticando le élite ed esaltando “il popolo” come fonte unica di legittimazione del potere, si fanno sostenitori di istanze popolari che però comporterebbero un superamento dei limiti di diritto posti dalla Costituzione all’esercizio del potere politico stesso.Per alcuni tale nozione non implicherebbe un raggiro del popolo (come invece la demagogia) e la sua accezione negativa risalirebbe a fenomeni politici passati che non descriverebbero il significato attuale del termine. Per costoro si definirebbe anche un populismo di sinistra e un populismo di destra con caratteristiche peculiari diverse.Tuttavia per altri, la parola conserva il senso dispregiativo sinonimo di demagogia.In ogni caso, in ambito politico “si assiste spesso a un paradosso: chi grida al populismo galoppante al contempo si ritrova a rincorrere, a inseguire il populismo sul suo stesso terreno”. In questo ambito vi è, poi, chi distingue tra uso del populismo fatto dall’opposizione e fatto dal governo.

FRIEDRICH NIETZSCHE (frasi)

Friedrich Nietzsche

Le frasi più belle di Friedrich Nietzsche

 

Senza musica la vita sarebbe un errore.

Ciò che non mi distrugge mi rende più forte.

Non è la mancanza di amore, ma la mancanza di amicizia che rende i matrimoni infelici.

La follia è qualcosa di raro nei singoli, ma nei gruppi, partiti, popoli, epoche è la regola.

Nessun pastore è un solo gregge. Ognuno vuole la stessa cosa, ognuno è uguale: chi sente in modo diverso, entra spontaneamente in manicomio.

E coloro che sono stati visti danzare erano ritenuti pazzi da coloro che non potevano ascoltare la musica.

Ci sono due diversi tipi di persone nel mondo, coloro che vogliono sapere, e coloro che vogliono credere.

Tutto ciò che è fatto per amore è sempre al di là del bene e del male.

Ci si sbaglierà raramente, attribuendo le azioni estreme alla vanità, quelle mediocri all’abitudine e quelle meschine alla paura.

Tutto quello che noi oggi definiamo immorale, in qualche luogo e in qualche epoca è stato considerato morale. Che cosa ci garantisce che non cambi di nuovo nome?

Tutti i più grandi pensieri sono concepiti mentre si cammina.

C’è sempre un grano di pazzia nell’amore, così come c’è sempre un grano di logica nella pazzia.

La felicità non ha volto ma spalle: per questo noi la vediamo quando se n’è andata!

Io crederei all’esistenza del Salvatore se voi aveste una faccia da salvati.

Già la parola “cristianesimo” è un equivoco −, in fondo è esistito un solo cristiano e questi morì sulla croce.

Da quando vi sono uomini, l’uomo ha gioito troppo poco: solo questo, fratelli, è il nostro peccato originale!

Dio è morto: ma considerando lo stato in cui si trova la specie umana, forse ancora per un millennio ci saranno grotte in cui si mostrerà la sua ombra.

Non che Tu mi abbia ingannato, ma che io non Ti creda più: questo mi ha scosso.

I due grandi narcotici europei, l’alcool e il cristianesimo.

Dovunque mi arrampichi io sono seguito da un cane chiamato ‘Ego’

Voi che accettate la responsabilità di tutto tranne che dei vostri sogni. Niente vi appartiene più dei vostri sogni.

Vi è più ragione nel tuo corpo che nella tua migliore saggezza.

Tutti gli ideali sono pericolosi perché avviliscono e condannano il reale.

I libri per tutti sono sempre libri maleodoranti: vi si attacca l’odore della piccola gente.

Bisogna avere il caos dentro di sé per partorire una stella danzante.

Chi ha un perché per vivere per può sopportare quasi ogni come.

Un idealista è incorreggibile: se è allontanato dal suo paradiso farà un ideale del suo inferno.

Dietro un uomo che cade in acqua ci si tuffa più volentieri se sono presenti delle persone che non osano farlo.

Se Cristo è risorto, perché siete così tristi? Voi cristiani non avete un volto da persone redente.

Non posso credere in un Dio che vuole essere lodato per tutto il tempo.

In me l’ateismo non è né una conseguenza, né tanto meno un fatto nuovo: esso esiste in me per istinto. Sono troppo curioso, troppo incredulo, troppo insolente per accontentarmi di una risposta così grossolana. Dio è una risposta grossolana, un’indelicatezza verso noi pensatori: anzi, addirittura, non è altro che un grossolano divieto contro di noi: non dovete pensare!

Così mi disse una volta il diavolo: «Anche Dio ha il suo inferno: è il suo amore per gli uomini».

Non può esserci un Dio perché, se ce ne fosse uno, non crederei che non sia io.

“Fede” significa non voler sapere quel che è vero.

Che cos’è per te la cosa più umana? Risparmiare vergogna a qualcuno.

La pancia è la ragione per la quale un uomo non si può considerare un dio.

Falsa sia per noi ogni verità che non sia stata accompagnata da una risata.

L’uomo è una corda tra la bestia e il superuomo.

Quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a quelli che non possono volare.

Due cose vuole il vero uomo: pericolo e gioco. Perciò vuole la donna, come il giocattolo più pericoloso.

Tutto nella donna è un enigma, ma tutto nella donna ha una soluzione: questa si chiama gravidanza.

Come? L’uomo è soltanto un errore di Dio? O forse è Dio soltanto un errore dell’uomo?

Dove il popolo mangia e beve, persino dove adora, lì di solito c’è fetore. Non bisogna entrare in una chiesa, se si vuole respirare aria pura.

Di tutto quanto è scritto io amo solo ciò che uno scrive col suo sangue

Avere ragione è una ragione in più per non aver alcun successo.

C’è da dubitare che un gran viaggiatore abbia trovato in qualche parte del mondo zone più brutte che nella faccia umana.

“Dieci volte al giorno devi superare te stesso: ciò procura una buona stanchezza ed è papavero per l’anima. Dieci volte devi riconciliarti con te stesso: perché superarsi è amarezza, e dorme male chi non si è riconciliato. Dieci verità al giorno devi trovare; altrimenti cerchi la verità anche durante la notte e la tua anima è rimasta affamata. Dieci volte al giorno devi ridere ed essere sereno: altrimenti di notte lo stomaco ti disturberà, questo padre dell’afflizione.

Una donna può stringere legami di amicizia con un uomo; ma per mantenerla, è forse necessario il concorso d’una leggera avversione fisica.

Profondità e torbido. Il pubblico scambia facilmente colui che pesca nel torbido con colui che attinge dal profondo.

Ciò che noi facciamo non viene mai capito, ma soltanto lodato o biasimato.

La speranza: essa è in verità il peggiore dei mali perché prolunga le sofferenze degli uomini.

L’amore è certamente tutto, meno che un mezzo di conoscenza.

Il vero amore pensa all’istante e all’eternità, mai alla durata.

Se si tace per un anno, si disimpara a chiacchierare e si impara a parlare.

Non c’è niente da fare: ogni maestro ha un solo allievo, e questo gli diventa infedele perché è destinato anche lui a diventare maestro.

Per la donna, l’uomo è un mezzo il cui fine è un bambino.

Dio creò la donna. E, a dir vero, da quel momento cessò di esistere la noia; ma cessarono di esistere anche molte altre cose! La donna fu il secondo errore di Dio.

Si viene puniti soprattutto per le proprie virtù.

Per vivere soli si deve essere una bestia o un dio − dice Aristotele. Manca il terzo caso: si deve essere l’una e l’altra cosa − filosofo

Si paga caro l’acquisto della potenza; la potenza istupidisce.

Si possono concepire i filosofi come persone che compiono sforzi estremi per sperimentare fino a che altezza l’uomo possa elevarsi.

L’aforisma, la sentenza, sono le forme dell’eternità; la mia ambizione è di dire in dieci frasi quel che chiunque altro dice in un intero libro, quel che chiunque altro non dice in un intero libro.

Di tutto conosciamo il prezzo, di niente il valore.

Se i coniugi non vivessero insieme, i buoni matrimoni sarebbero più frequenti.

Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

La frase più pudica che ho udito: “Nell’amore vero è l’anima che abbraccia il corpo”.

L’intento cristiano di pensare il mondo brutto e cattivo ha reso il mondo brutto e cattivo.

Osare di essere immorali come la natura.

Si comincia con il disimparare ad amare gli altri e si finisce con il non trovare in noi stessi più niente degno di essere amato.

Un uomo di genio è insopportabile, se non ha almeno altre due qualità: la gratitudine e la purezza.

Il pensiero del suicidio è un potente mezzo di consolazione: grazie a esso si superano parecchie cattive notti.

Quando guardi a lungo nell’abisso, l’abisso ti guarda dentro.

Le conseguenze dei vostri atti vi prenderanno per i capelli anche se nel frattempo sarete diventati migliori.

Spesso contraddiciamo una opinione, mentre ci è antipatico soltanto il tono con cui essa è stata espressa.

La felicità non è fare tutto ciò che si vuole, ma volere tutto ciò che si fa.

Un politico divide l’umanità in due classi: strumenti e nemici. Il che significa che conosce una sola classe, i nemici.

Non esistono fenomeni morali, ma soltanto un’interpretazione morale di questi fenomeni.

Nella vendetta e nell’amore la donna è più barbarica dell’uomo.

Meglio esser pazzo per conto proprio, anziché savio secondo la volontà altrui.

Chi conosce in profondità si sforza d’essere chiaro; chi vorrebbe sembrare profondo alla moltitudine si sforza d’essere oscuro.

Ci sono tre principali gruppi di uomini: selvaggi, barbari inciviliti, europei.

Le convinzioni, più delle bugie, sono nemiche pericolose della verità.

Nella solitudine, il solitario divora se stesso. Nella moltitudine, lo divorano i molti. Ora scegli.

Quando, un mattino di domenica, sentiamo rimbombare le vecchie campane, ci chiediamo: ma è mai possibile! ciò si fa per un ebreo crocifisso duemila anni fa, che diceva di essere il figlio di Dio.

“Tutti gli uomini, di tutte le epoche, e ancora oggi, si dividono in schiavi e liberi; perché chi non dispone di due terzi della sua giornata è uno schiavo, qualunque cosa sia per il resto: uomo di stato, commerciante, impiegato statale, studioso.

Si ripaga male un maestro, se si rimane sempre scolari.

Ama i tuoi nemici perché essi tirano fuori il meglio di te.

La differenza fondamentale tra le due religioni della décadence: il Buddhismo non promette, ma mantiene; il Cristianesimo promette tutto e non mantiene nulla

Chi regala qualcosa di grande non trova riconoscenza, perché chi lo riceve ha già troppo peso nell’accettarlo.

Contro la noia anche gli dei lottano invano.

Il cristianesimo dette da bere a Eros del veleno − costui in verità non ne morì, ma degenerò in vizio.

Dio è morto! Dio resta morto! e noi lo abbiamo ucciso! Come possiamo consolarci noi gli assassini di tutti gli assassini? Ciò che di più santo e più potente possedette finora il mondo fu dissanguato dai nostri coltelli. Chi cancella da noi questo sangue? Con quale acqua potremo purificarci? Quali solenni espiazione quali giochi sacri dovremo inventare? La grandezza di questo fatto non è troppo vasta per noi? Non dobbiamo noi stessi diventare Dei, per sembrare degni di quella grandezza? Non ci fu mai un fatto più grande, e chi nascerà dopo di noi apparterrà, a causa di quel fatto, ad una storia più grande di quanto sia stata fatta finora, qualsiasi storia!

Che cos’è il sigillo della raggiunta libertà? Non provare più vergogna davanti a sé stessi.

Siamo soltanto noi che abbiamo immaginato le cause, la successione, la reciprocità, la relatività, la costrizione, il numero, la legge, la libertà, il motivo, lo scopo.

La cattiveria è rara, la maggior parte degli uomini si occupa troppo di se stessa per essere malvagia.

Che cosa può soltanto essere la conoscenza? “Interpretazione”, non “spiegazione”.

L’irrazionalità di una cosa non è un argomento contro la sua esistenza anzi ne è una condizione

O risplendente Sole, cosa mai saresti tu, se non ci fossi io, quaggiù, su cui risplendere?

Novantanove parti su cento di ogni ‘creazione’ sono imitazione, in suoni o in pensieri. Furto, più o meno consapevole.

L’esistenza è in realtà un tempo imperfetto che non diventa mai un presente.

Alla fine, tutte le cose devono essere come sono sempre state: le altezze stellari ai cuori elevati, gli abissi ai profondi, ed infine tutte le cose rare per gli esseri rari.

Si corrompe nel modo più sicuro un giovane, se gli si insegna a stimare chi la pensa come lui più di chi la pensa diversamente.

Il serpente che non può disquamarsi, perisce. Così pure gli spiriti, ai quali si impedisce di mutare le loro idee; cessano di essere spiriti.

Non attribuiamo particolare valore al possesso di una virtù, finché non ne notiamo la totale mancanza nel nostro avversario.

Le medesime passioni hanno nell’uomo e nella donna un ritmo diverso: perciò uomo e donna continuano a fraintendersi.

Che cosa è verità? Inerzia; l’ipotesi che ci rende soddisfatti; il minimo dispendio di forza intellettuale.

La Chiesa è esattamente ciò contro cui Gesù predicò e contro cui insegnò ai suoi discepoli a combattere.

Ogni pensatore profondo teme piu’ di venire capito che di essere frainteso.

Potrei credere solo a un dio che sapesse danzare.

Fate pure ciò che volete, ma siate prima di tutto di quelli che sanno volere! Amate pure il vostro prossimo come voi stessi, ma siate prima di tutto di quelli che amano se stessi!

Il cinismo è la sola forma sotto la quale le anime volgari rasentano l’onestà.

I maestri sono stati liquidati: la morale dell’uomo comune ha trionfato.

Il vostro amore del prossimo è il vostro cattivo amore per voi stessi. Voi fuggite verso il prossimo fuggendo voi stessi, e di ciò vorreste fare una virtù.

Come? Un grand’uomo? Io vedo sempre solo uno che recita il proprio ideale.

La vita è fatta di rarissimi momenti di grande intensità e di innumerevoli intervalli. La maggior parte degli uomini, però, non conoscendo i momenti magici, finisce col vivere solo gli intervalli.

Uno va dal prossimo perché cerca se stesso, un altro, perché vorrebbe perdere se stesso.

Diffido di tutti i sistematici e li evito. la volontà di sistema è una mancanza d’onestà.

Migliorare lo stile significa migliorare il pensiero.

Dove voi vedete le cose ideali, io vedo cose umane, ahi troppo umane.

E che cosa amerò se non l’enigma delle cose?

Comprendo questi popoli africani che vogliono venire tutti soltanto in Italia ..Perché da NOI è tutto GRATIS per LORO.

L’EUROPA “SPALANCA LE PORTE:VIA LIBERA  ANCHE AI “MIGRATI CLIMATICI”.DOVE ARRIVERANNO E SI STABILIRANNO PER SEMPRE ? NATURALMENTE SOLTANTO IN ITALIA PERCHE’ LE ALTRE NAZIONI NON VOGLIONO  NEMMENO I  MIGRANTI NORMALI..POI IN ITALIA C’E’ BUON CLIMA,OTTIMO CIBO (NELLA VIGNA DEI FREGGNONI).Lo ha messo nero su bianco l’Unione Europea:I CAMBIAMENTI CLIMATICI  sono causa  di MIGRAZIONE  e dunque  chi FUGGE  dai “territori funestati  da siccità e desertificazione ha ASSOLUTO DIRITTO ALLO STATUS DI RIFUGIATO. «Una rivoluzione  dell’accoglienza (specialmente in Italia)  che rischia  inesorabilmente  di diventare una bomba atomica umana di grandissima proporzione per l’Europa “ma soprattutto per l’ITALIA):Entro una ventina di anni (io non ci sarò più)UN MILIARDO  DI PERSONE SARA’ IN FUGA A BUSSARE SOPRATTUTTO  IN ITALIA PERCHE’ GLI ALTRI GOVERNI DELL’U.E.NON GLI VOGLIONO  NEMMENO ADESSO.

Ad Agorà il Deputato Europeo Salvini  ha detto:Pochi giorni fa al Parlamento Europeo: HO VOTATO “NO”  PER L’ARRIVO DEI MIGRANTI CLIMATICI IN EUROPA (HANNO VOTATO  “SI” IL PD E IL M5S A QUESTA RISOLUZIONE  DI UNA DEPUTATA DI SINISTRA SVEDESE)

La Signora Littizzetto in Rai: E’ volgare su tutte le sue forme di spettacolo in RAI . STOP alle gratuite VOLGARITA’.

Il Movimento  dei genitori  contro la Comica a “Che tempo che fa”.«Il suo linguaggio e non soltanto questo,non è adatto alla Tv Pubblica. Pagata da tutti gli italiani».6 minuti  per esaminare  il termine “SUCA”.8 Minuti  per discutere  dei sacchetti  biodegradabili a pagamento “CON DOPPI SENSI” su sedani e citrioli. 3 Minuti  per disquisire  sul “BALENGO” .Ha  SUPERATO SE STESSA (purtroppo in termini di volgarità) nella puntata del 7 Gennaio.Sono 15 anni che la stipendiata Rai (da noi),  nel suo siparietto settimanale  “SDRAIATA SULLA SCRIVANIA  DI FAZIO,SPARA TRIVIALITA’ A PIU’ RIPRESE..MOSTRANDOSI ANCHE  UN PO SUCCINTA CHE PER UNA COMICA E’ INUSUALE”. La cara Signora “LUCIANINA” (come la chiama il Signor Fazio),che prende 20Milioni di Euro !! a puntata,per il suo intervento di appena 10Minuti !!  Non possono andare buttati così  meschinamente i soldi  di chi paga il Canone di Mamma Rai TV Statale(o tassa di possesso dell’apparecchio televisivo).-

 

 

Siate intelligenti e pieni di immaginazione,anche un po sognatori e visionari:Non rinunciate mai al vostro futuro…Perché è soltanto Vostro. Perché Volere è Potere.E piangersi addosso non porta a nessun risultato positivo…

STEVEN SPIELBERG: Voleva studiare  REGIA all’università  ma per tre volte  non superò i TEST. 

HENRY FORD: I SOCI  non si fidarono di lui e dopo due anni l’azienda CHIUSE.

WALTER  DISNEY: Fu LICENZIATO  come vignettista  per carenza di idee e IMMAGINAZIONE.

ABRAMO LINCOLN:Fallì  negli STUDI  e nel commercio.E in politica  collezionò decine di SCONFITTE.

STEVEN JOBS:IMPRODUTTIVO  e fuori controllo .Così la Apple decise di CACCIARLO.

Bisogna credere  in se stessi e osare sempre.(GS/40)

PER UNA VITA SENZA SCHIAVITU’.PER UNA VITA DI LIBERTA’ E RISPETTO UMANO.

 

PER  UNA VITA SENZA SCHIAVITU’

EVIDENZA-Schiavitù17091_slavery_hands_0_1200x600_0_1200x600_0_1200x600_1_460x230download

spezzare-cateneCi vuole tanta sana pazzia,coraggio, perseveranza testardaggine e amore per gli altri.Per combattere “pacificamente soltanto con la parola e la penna” la SCHIAVITU’ nel mondo. (Sergio Gioia)

Non  si fa il proprio dovere  perché qualcuno  ci dica grazie…Lo si fa  per principio,per se stessi per la propria dignità.(Oriana Fallaci.)

LIBERTA’

FREEDOM

LIBERTE’

FREHEIT

DISQUISIZIONE TRA:FAKE NEWS ! ! ! E LIBERTA’ DI PENSIERO…

Il bottone rosso anti fake news di Minniti è più pericoloso delle fake news (e non serve a nulla)

Il 18 gennaio il ministro dell’Interno Marco Minniti ha presentato “il Primo protocollo operativo per il contrasto alla diffusione delle fake news attraverso il web”, predisposto dal Ministero in collaborazione con la Polizia, un servizio vuoto che crea un precedente pericolosissimo

 
SPONSORED. Questo progetto è per prima cosa un progetto pericoloso, perché, come le macchine contasoldi della banca svizzera del film di Sorrentino, pone nella realtà un precedente terrificante e minaccioso, con cui ora, per colpa del ministro e della polizia, dovremo fare i conti. Perché un precedente? E un precedente di cosa? Dare alla polizia il ruolo, seppur come vedremo più simbolico che effettivo, di tutelare l’esistenza della verità, oltre a riuscire a dimostrare con molta efficacia quanto sia mal compreso il fenomeno delle Fake News e della cosiddetta Post Verità, fa qualcosa di maldestramente terrificante: senza nemmeno accorgersene torna a dare alla verità uno statuto oggettivo, assoluto e soggiogato all’autorità. Insomma, robette da Santo Uffizio, da medioevo.Il secondo motivo di inquietudine deriva proprio dalla palese mal comprensione di quale sia il reale problema che sta appena sotto la superficie di questa baracconata. Il pericolosissimo precedente è stato infatti promosso sul nulla, perché questo è quello che vale quel “Red Button”, come lo chiama grottescamente il ministro e la polizia: nulla. Perché di fatto, come le stesse autorità sagacemente puntualizzano, «non esiste nessun sistema tecnologico in grado di individuare in maniera assoluta le notizie false e la loro veridicità è dimostrabile solo attraverso la valutazione di esperti di settore».Toh. Chi l’avrebbe mai detto? E guarda un po’, la veridicità è dimostrabile solo dopo una valutazione degli esperti. Servono cervelli umani, anzi, di più, perché in realtà qui le cose non sono così semplici: serve ristabilire una comunità, perché è nel territorio dell’isolamento, dell’ignoranza e delle bolle auto confermative che la disinformazione attecchisce e prospera.
∇∗∇∗∇∗
Viviamo in un mondo complicato.
Un mondo in cui non esiste più la comunità, né l’autorevolezza.
Due elementi chiave per mantenere in funzione un ecosistema della informazione e della controinformazione bilanciato e salutare.
Sarà difficile uscirne e ancora non sappiamo esattamente come, quando e se ce la faremo. Ma se su qualcosa possiamo essere certi, questa è che la verità non è uno stato, ma un processo, e che mai e poi mai una autorità di polizia dovrebbe avere la scusa per poterci mettere becco. Perché oggi è solo per far finta, è solo propaganda e per fortuna è un progetto talmente demenziale che non potrà far molti danni, ma è un precedente. E visto l’andazzo non c’è da star tranquilli.
«Noi Popolo (Sovrano):Non possiamo  girare sempre sotto il braccio sinistro con i due Codici Civili & Penali e sotto il braccio destro  con la copia della Costituzione.O con un Avvocato sempre a fianco.Ci vogliono meno leggi ,ma essenziali ,attuabili e non farraginose alla comprensione di tutti i cittadini,SOPRATTUTTO SENZA L’INIZIATIVA DEL LEGISLATORE».
L’iniziativa, frutto di un protocollo operativo siglato dal Servizio di polizia postale e delle comunicazioni con la firma del ministro dell’Interno Marco Minniti, del capo della polizia il prefetto Franco Gabrielli e della responsabile del Servizio di polizia postale Nunzia Ciardi, ha fatto balzare sulla sedia il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli. “Non conosco la proposta che ho letto sui quotidiani di oggi – è stato il commento a caldo di Giacomelli – Penso e spero sinceramente che, per come è riportata, la notizia di una iniziativa del ministero dell’interno per costituire “un pool anti bufale” sia imprecisa, mal compresa o magari addirittura travisata. È francamente anomala, infatti, l’idea, cito testualmente, che “un team di poliziotti” del Centro Nazionale anti crimine informatico riceva, con una semplice mail, segnalazioni degli utenti su notizie false pubblicate in rete e verifichi se le notizie siano “manifestamente infondate e tendenziose” oppure se “il contenuto sia stato certificato come falso da soggetti autorevoli”).

LIBERTA’ DI PENSIERO

Il problema della libertà di pensiero e di espressione, affrontato nei tempi e nelle condizioni più diverse, come dai redattori della Dichiarazione di Indipendenza americana e della Costituzione italiana, ha sempre dato la stessa risposta: si tratta di un diritto essenziale e inalienabile. “L’informazione è un diritto fondamentale dell’uomo ed è  la pietra di paragone di tutte le libertà” dichiara la Risoluzione n. 59 del 14 dicembre 1946 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.L’art. 2 della nostra Costituzione sancisce che: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità”.  Tra questi diritti vi è la “LIBERTA’ DI PENSIERO”,D’ESPRESSIONE  E D’INFORMAZIONE” richiamate come uno dei pilastri della democrazia dagli art. 9 e 10 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e dagli art. 18 e 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, recepiti dal nostro sistema normativo grazie anche alla norma di inglobamento dell’art. 10 che recita: “L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute”. Soprattutto la libertà di espressione del pensiero è garantita dall’art. 21 della nostra Costituzione là dove afferma che: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. La libertà di espressione e l’eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge in riferimento a questa libertà,  è compromessa dall’immunità parlamentare, istituto il cui fine è di permettere ai parlamentari di agire e dire in piena libertà e indipendenza nella loro funzione politica al riparo da pressioni esterne.  Specificamente l’articolo 68 della Costituzione, modificato dalla legge costituzionale 29 ottobre 1993 n. 3, disciplina nella prima parte l’insindacabilità dei membri del Parlamento per le opinioni espresse e i voti dati nell’esercizio delle loro funzioni (primo comma)Di fatto questa norma discrimina cittadini che esprimono le loro idee, soggetti a incriminazione in caso di diffamazione,  e cittadini parlamentari i quali, invece, possono impunemente  “diffamare” in nome della funzione politica  svolta. Ciò malgrado i parlamentari  siano rappresentanti del popolo e, quindi, virtuali paradigma di comportamento etico ineccepibile, essendo invece portatori di prerogative diversificanti, in nome delle quali possono usare espressioni che per i cittadini comuni portano alla diffamazione e alla pena e per i parlamentari no.Se quella prerogativa parlamentare deve esserci, come c’è, il principio di eguaglianza impone che ogni cittadino possa esprimere il proprio pensiero ed eventualmente “stigmatizzare in maniera virulenta” chi agisca in chiave politica, senza incorrere nelle maglie della legge penale.  In tale prospettiva appare il problema di fondo  della concezione della Politica.   Da tempo nel linguaggio è invalso l’uso di dare il titolo di “politico” solo in relazione a coloro che si dedicano all’attività di partito e di governo. Siamo molto lontani da quanto intendeva Aristotele quando definiva la Politica  la scienza e l’arte di organizzare la Polis o la Città, ovvero in modo che i suoi abitanti possano vivere felici, cioè nella soddisfazione delle proprie esigenze, e da quanto intendeva Montesquieu quando  introdusse la distinzione tra “Potere Legislativo, Potere Esecutivo e Potere Giudiziario”, motivando che “può dirsi libera quella costituzione in cui nessun governante possa abusare del potere a lui confidato. L’unica garanzia contro tale abuso è che il potere arresti il potere, cioè la divisione dei poteri, e che tali poteri fondamentali possano essere affidati a mani diverse in modo che ciascuno di essi possa impedire all’altro di esorbitare dai suoi limiti convertendosi in abuso dispotico”.Tra i poteri in grado di controllare i detentori della res pubblica e denunziare qualunque stortura, devianza, strumentalizzazione, per far sì che essa in trasparenza sia retta da persone integerrime, c’è in primis il Terzo Potere, la Magistratura, cui spetta non solo un compito di conservazione dello status quo ma di critica dinamica al sistema per renderlo eguale e realmente democratico, con metodi rigorosamente legittimi.

      Alla magistratura si affiancano il Quarto Potere, la Stampa, il Quinto Potere, la Televisione, e, ultimo arrivato, il Sesto Potere, “l’INTERNET” dove a chiunque è concesso di accedere per manifestare con grande libertà il proprio pensiero e la propria critica.

Bene tutti questi poteri alternativi hanno il diritto ma soprattutto il dovere morale e sociale di stigmatizzare il Potere Politico che contravvenga ai suoi doveri di tutela della cosa pubblica, essendo ciò contenuto nell’art. 3 della Cost. che al 2° co. recita: “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

     L’art. 68 della Costituzione crea disuguaglianza tra i cittadini quanto alla libera espressione del pensiero,  la sua permanenza, alla luce degli articoli 2, 21 Cost., non può non risolversi in un’incostituzionalità della normativa penale sulla diffamazione a mezzo stampa che crea una disparità di trattamento tra privati e soggetti pubblici con prerogative parlamentari, trattati questi ultimi diversamente quanto alla loro capacità di esprimersi, criticare, attaccare  l’altrui reputazione senza incorrere nella legge penale. Ciò in contrasto irrefrenabile con l’art. 3, 1° comma della Costituzione che recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

   In definitiva le libertà globalizzate di pensiero, di parola, d’informazione e di espressione appaiono più che mai principi fondamentali su cui, nella costituzionalizzazione di fatto delle norme,  si deve provare a ricostruire un nuovo mondo di realmente liberi ed eguali di fronte alla legge, eliminando le prerogative  oggi esistenti o meglio estendendole ai cittadini comuni. Necessità imperante  oggi più che mai nell’era di Internet che ha ampliato le frontiere di espressione e pubblicazione delle proprie idee a tutti i cittadini che non possono essere discriminati rispetto ai politici che sono i loro stessi rappresentanti.  Ciò affinché la comunicazione politica su cui l’esercizio della democrazia si basa, sia plurale ed efficace, in grado di coinvolgere la cittadinanza e di renderla partecipe al sistema di governo in maniera davvero cooperante,    solidale, egualitaria, com’è proprio del concetto antico di politica, cioè di dimensione in cui ogni uomo partecipa alla vita dell’urbe in pari condizioni con tutti gli altri.

      In via generale, quindi, al cittadino  che è politico in ogni sua azione, dovrebbe essere concesso di esprimere le proprie opinioni sulla repubblica senza incorrere nella legge penale.

      Nello specifico al cittadino dovrebbe essere consentito di attaccare verbalmente o con scritti il politico così come fa il politico col cittadino o con un altro politico, quando entrambe le categorie agiscano in virtù di un’azione politica strictu sensu, ovvero di denunzia sociale di un comportamento commissivo o omissivo  ritenuto criminale, illecito, immorale, etc., tale da ingenerare effetti negativi per lo Stato. Ciò sia che quel comportamento afferisca alla sfera pubblica sia che attenga a quella privata, quando si tratti di fatti di rilevante interesse pubblico, concernenti la collettività e il diritto supremo di questa ad essere informata Tale discorso è in linea anche con l’intervento delle Sezioni Unite della Cassazione (16 ottobre 2001/37140) con cui si è dato amplissimo spazio al diritto di cronaca qualora sussista un interesse pubblico alla conoscenza della notizia poiché, in tal caso, “la situazione giuridica del giornalista si sposta sempre più verso la sua polarità passiva: a fronte di fatti massimamente rilevanti la cronaca diviene sempre meno potere del giornalista e sempre più suo dovere, sempre meno un semplice interesse del cittadino e sempre più un suo diritto di natura pubblicistica” .–

Noi continueremo ancora col foglio bianco del blog soltanto  per  la politica e politicanti fino a marzo:non per paura ,ma per orgoglio e dignità…. di stampa.

 

 

“GIUSTIZIA E’ FATTA” :Una volta che tutto finisce bene quando informazione e cittadini vanno insieme per un nobile scopo sociale…….

Finalmente il BLITZ  per LIBERARE la casa  di Nonna Rosa.Per non abbandonare al suo  destino  una donna anziana ,PRIVATA della sua casa  con tutti i suoi effetti personali e affettivi  da un Capo Corsaro   che chiamano “lo Zingaro”, che a differenza dell’Arciere verde inglese:lui toglie le case ai povere  per metterci gli stranieri  e incassare  soldi. NELLL’EMERGENZA SOLTANTO MILANESE ,(MA E’ UN GRAVISSIMO PROBLEMA NAZIONALE).3.300  SONO GLI ABUSIVI (PIU’  STRANIERI,ROM E POI ITALIANI)PRESENTI NEGLI ALLOGGI  REGIONALI  DI EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA .72.000 IL PATRIMONIO  IMMOBILIARE  PUBBLICO  DELLA REGIONE LOMBARDIA

Ma l’emergenza a Milano resta (come resta  a Roma,   Torino e nelle altre città) .

A Milano  ci sono altri 160 anziani  e malati  “vittime degli irregolari”  e le “occupazioni” sono in crescita. Perché lo Stato,le Regioni e i Comuni :Sono un  po assenti sul proprio territorio … –

NON PIU’ SCHIAVITU’….

 

PER  UNA VITA SENZA SCHIAVITU’

EVIDENZA-Schiavitù17091_slavery_hands_0_1200x600_0_1200x600_0_1200x600_1_460x230download

spezzare-cateneCi vuole tanta sana pazzia,coraggio, perseveranza testardaggine e amore per gli altri.Per combattere “pacificamente soltanto con la parola e la penna” la SCHIAVITU’ nel mondo. (Sergio Gioia)

Non  si fa il proprio dovere  perché qualcuno  ci dica grazie…Lo si fa  per principio,per se stessi per la propria dignità.(Oriana Fallaci.)

LIBERTA’

FREEDOM

LIBERTE’

FREHEIT

LE ULTIME PAROLE FAMOSE DEL SEGRETARIO DELLE NAZIONI UNITE: “LA LOTTA AGLI ABUSI E’ UNA PRIORITA'”….!!!

Questa Organizzazione (ONU) copre lo scandalo  degli STUPRI nel Palazzo di Vetro americano.

L’Organizzazione  si batte  contro  le violenze nel mondo ma non tutela  le vittime interne.Un precedente eclatante e sconvolgente c’è: Nonostante  le prove schiaccianti  su ABUSI  SESSUALI  ai danni di MIGLIAIA di  BAMBINI/NE,compiuti  dai CASCHI BLU ad HAITI,le NAZIONI UNITE,non hanno fatto  scattare alcun arresto. “VERGOGNA”.

Sono i  paladini  della  parità  di genere nel  mondo,perseguono i crimini  più afferrati  in giro per il pianeta e gli STUPRI di MASSA, sono in cima all’agenda.”ma poio licrenziano  le presunte vittime  di VIOLENZE SESSUALI ,minacciano di denuncia  di essere stata molestata  e lasciano che alcuni  che alcuni dei propri  “dipendenti-Predatori  agiscano  indisturbati  come  i leoni nella savana….per evitare  di mettere in cattiva luce  l’organizzazione.«DOVE SONO LE AGGUERRITE FEMMINISTE AMERICANE !!!

SI SCATENANO SOLTANTO  CONTRO IL PRESIDENTE TRUMP QUANDO SONO  AIZZATE DAI DEMOCRATICI ???

Sono 15 le donne  che si sono ribellate e hanno parlato dietro anonimato per paura di perdere il posto.L’affermazione  choc  arriva proprio  da una delle tre dipendenti che ci hanno messo la faccia ,ma non c’è modo di AVERE GIUSTIZIA . Questa donna  da deciso di denunciare cosa le era accaduto

E’ STATA VIOLENTATA  DA UN “SENIOR”,UN COMPONENTE PALUDATO  E DI ESPERIENZA  DELLO STAFF ONU.LA DONNA RACCONTA DI AVER TRASCORSO  DIVERSI  MESI  IN OSPEDALE ANCHE A CAUSA  DI TRAUMA SUBITO.”E NON E’ DIFFICILE  CAPIRE  PERCHE’  NONOSTANTE  AVESSE DENUNCIATO ,FORNITO  AMPIA DOCUMENTAZIONE OSPEDALIERA ,VARIE TESTIMONIANZE  A SUPPORTO  DEL SUO RACCONTO ,MA TUTTO E’ ANCORA IN ALTO MARE !!! *I PREDATORI RIMANGONO  AL LORO POSTO E  LE VITTIME VENGONO LICENZIATE E ALLONTANATE*.-

.

NOI NON SAPPIAMO ANCORA COME SPIEGA IL SOTTOSEGRETARIO SE E’ SOLTANTO UN IDEA OPPURE QUALCOSA DI PIU’.SPERIAMO CHE IL MINISTRO MINNITI ,RISPONDA AL SOTTOSEGRETARIO PER SAPERNE QUALCOSA DI PIU’.

FAKE NEWS ?

PER IL SOTTOSEGRETARIO GIACOMELLI:

“Pericoloso unico soggetto che certifica verità”

Per il sottosegretario Giacomelli quindi è molto pericoloso ipotizzare che questo potere di accertamento e intervento, al netto della assoluta stima per le persone, possa venir attribuito ad un organo di Polizia alle dipendenze del Governo, fa pensare addirittura ad altri Stati e ad ordinamenti diversi dal nostro.“Sono quindi certo che, anche solo per queste considerazioni, ci sia stato un qualche fraintendimento o che si tratti solo di una idea ancora da approfondire e definire, sulla quale ovviamente saremo ben lieti di dare, se richiesto, il nostro contributo’‘, conclude”.

  •  

COMPLIMENTI SIGNORA LILIANA NUOVA SENATRICE A VITA : E’LA PRIMA VOLTA CHE SONO CONTENTO E SODDISFATTO CHE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ANNUNCIA UN NUOVO SENATORE A VITA.

LILIANA SEGRE’ MILANESE 87 ANNI BEN PORTATI.SENATRICE A VITA ,EX  RAGAZZINA SCAMPATA AL LAGHER.

La memoria è il vaccino contro l’indifferenza  che inesorabilmente  ancora esiste…

Un atto di riconciliazione  con la nostra storia a ottant’anni della VERGOGNA  delle leggi razziali,la Signora Liliana.Simbolo di una persecuzione  feroce e malvagia ,diventa SENATRICE a VITA .Viene  superata idealmente  quella stagione  di ORRORI …Si partiva dal Binario 21 della Stazione  Centrale di Milano .

Si finiva nei campi si STERMINIO  di AUSCHWITZ e degli altri lager. 

 

DEI 776 BAMBINI ITALIANI  DEPORTATI SOLO 25  SOPRAVVISSERO.

INTANTO NOI RIMANIAMO SEMPRE DEL PARERE CHE…..

FAKE NEWS ?

PER IL SOTTOSEGRETARIO GIACOMELLI:

“Pericoloso unico soggetto che certifica verità”

Per il sottosegretario Giacomelli quindi è molto pericoloso ipotizzare che questo potere di accertamento e intervento, al netto della assoluta stima per le persone, possa venir attribuito ad un organo di Polizia alle dipendenze del Governo, fa pensare addirittura ad altri Stati e ad ordinamenti diversi dal nostro.“Sono quindi certo che, anche solo per queste considerazioni, ci sia stato un qualche fraintendimento o che si tratti solo di una idea ancora da approfondire e definire, sulla quale ovviamente saremo ben lieti di dare, se richiesto, il nostro contributo’‘, conclude”.